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  • Titolo: Monster Masters - I segreti dei maestri dell'horror
  • Editore: CUT UP Edizioni
  • Curatore: Alessandro Manzetti

Alessandro Manzetti, primo scrittore italiano a vincere il premio internazionale horror Bram Stoker, è curatore di Monster Masters, libro sulla letteratura orrorifica.

Il primo numero parte al fulmicotone con numerose interviste a scrittori anglofoni tra cui spiccano i nomi di Peter Straub (amico e collaboratore di Stephen King), Ramsey Campbell (autore inglese tra i più famosi e ispiratore del brano degli Iron Maiden: Still life) e Graham Masterton, famoso per la serie dello spirito del male Manitou ma anche per aver scritto 27 manuali sul sesso (l’unico tradotto in Italia si chiama Single sexy e sicura per capirci), nonché il pronipote di Bram Stoker, Dacre Stoker (potete già indovinare di che abbia scritto).

Le interviste occupano la maggior parte delle pagine. Questo è il punto più negativo del libro, in quanto le risposte alle domande spesso risultano le stesse e banali. Non in tutti i casi però, soprattutto quando Campbell scava nel suo passato e racconta la schizofrenia della madre. Le domande sono divise in 3 set e l’ultimo è intitolato Dieci Coltelli perché considerato quello dai quesiti più crudeli e profondi.

Di fatto sono blande domande del tono di “quante proposte di fare beneficenza hai avuto e perché non hai mai accettato?” e gli autori poi dicono che l’hanno sempre fatta e con tanto di piacere. Nel caso di Peter Straub, Manzetti annuncia che per lui ci saranno addirittura due domande speciali in più e il lettore si aspetta quindi chissà cosa: in pratica lo fa parlare dei suoi ultimi lavori così da farsi più pubblicità...........

Comunque ripeto, vanno lette per scoprire la mente di alcuni autori, la loro simpatia e le opinioni sull’horror, a volte davvero meritevoli di attenzione per chi realmente è appassionato del genere e sa che “la più antica e potente emozione umana è la paura”, come scriveva qualcuno (indovinate da voi)!

Menzione d’onore invece per il capitolo dedicato alle opere fantasma (leggasi, mai pubblicate) di Stephen King, ovvero la traduzione italiana del saggio di Rocky Wood (da poco scomparso, ma quando ancora in vita definito da King stesso come colui che conosceva le sue opere appunto meglio di lui). Vero che essendo mai state pubblicate il lettore accanito non se ne farà niente, ma è bello vedere come un genio letterario prolifico quale King è a volte possa essere umano e abbia avuto anche lui battute d'arresto. Comunque interessante spaccato della sua vita cartacea e in parte privata.

Un altro punto importante sono i 4 racconti brevi presenti, tutti inediti in Italia e tradotti dallo stesso Manzetti.

Gli autori coinvolti sono tutti di alto calibro: Ramsey Campbell, Graham Masterton, Gary Braunbeck, Richard Laymon (a parte questo ultimo scomparso nel 2001, gli altri sono stati anche intervistati direttamente).

La voce della spiaggia di Campbell è un’opera dai contorni sfumati che accennano a Lovecraft, ma anche alla solitudine umana in generale, in un crescendo di confusione e follia soffocante come un'alta marea.

Laymon - nel suo racconto Nella fossa - mette invece in scena un diretto spaccato di morte in Egitto, da leggere tutto d’un fiato.

Braunbeck - Radio Zombie (titolo italiano che purtroppo non rende il significato più malinconico dell’originale We now pause for station identification: Facciamo ora pausa per riconoscere la stazione radio) - rivisita originalmente un mondo di morti viventi attraverso gli occhi dell’ultimo speaker radiofonico rimasto.

Un discorso a parte per Masterton, raffinato scrittore scozzese che in Sei quello che mangi ambienta a Londra una storia di crescita personale di un cannibale che divora a crudo animali e persone senza lesinare filosofia primitiva e scene splatter. Ma c'è il lieto fine in qualche modo.

La pecca di tutti i racconti non sta negli autori, ma nel fatto che le traduzioni di Manzetti sono piene di refusi, ripetizioni, errori di battitura e addirittura alcune parole mancanti, cosa che rende la lettura a volte fastidiosa. Senza togliere a Manzetti la giusta intuizione di portare in Italia questi racconti pregevoli e il suo sforzo diretto di tradurli, da un libro che costa 16 euro ci si aspetta almeno una rilettura delle proprie trascrizioni e non l'impressione contraria.  

In ultimo una rassegna di 66 opere letterarie da salvare in caso di diluvio universale, lista stilata sempre da Manzetti, utile per chi è agli inizi del genere e non sa quale libro prendere in mano per primo. Un po' schematica ma ben congegnata nella sua praticità.

Per concludere, un libro da avere se si è davvero appassionati del genere horror, abbellito da ottime illustrazioni di Vincent Chong sia in copertina che all'interno, ma che andrebbe curato veramente molto meglio, in quanto i lettori di horror meritano di più.

  • Voto 5/10

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