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 ivano galletta

Le tue pubblicazioni, "Il Dark: guida alla musica oscura" e "Le ombre dell'eros" testimoniano le tue vastissime conoscenze nell'ambito della cultura gotica, quale è stato il tuo modo di procedere nel reperire tutte le informazioni? Quanto tempo hai impiegato?

Il fatto di scrivere libri legati alla cultura gotica, musicale e non, è stato uno stimolo per razionalizzare la suddivisione tra stili anche diversi tra loro, ma con il denominatore comune di essere apprezzati dagli amanti del genere. Questo ha generato una spinta nell'ascoltare gruppi più o meno noti e, nel caso di Le ombre dell'eros, di approfondire pittori come Munch, andare alla caccia di pellicole più o meno note sul binomio eros/thanatos, fare conoscere le meraviglie della scultura funeraria della necropoli genovese di Staglieno.

Il tempo di raccolta delle informazioni è durato qualche mese. Si pensi però che "Il Dark: guida alla musica oscura" ha attraversato quattro edizioni con continue revisioni e aggiornamenti, per cui l'elaborazione di contenuti nuovi è stato graduale nel corso degli anni: a partire dalla necessità dell'editore di stampare altre copie, ho colto l'occasione per integrare quanto mi sembrava poco soddisfacente e non più aggiornato (si pensi ad eventi musicali italiani come il Moonlight Festival e il Gothic Room, al mondo dei siti internet e delle web radio, o alle discografie e ai gruppi meritevoli di nota, anche nella scena italiana). 

Inoltre, ci tenevo al fatto che i libri fossero molto semplici, adatti sia a chi si addentra a questo genere per la prima volta, sia ai cultori di vecchia data.

Perchè proprio il Dark?

Perché è uno stile che mi ha affascinato da sempre, e all'interno del quale ognuno potrebbe ritrovare colonne sonore per i momenti più vari della propria vita: non solo per quelli più carichi di malinconia, ma si possono incontrare musiche al tempo stesso ballabili e piene di pathos, o melodie rilassanti provenienti da mondi antichi. Ho cercato di cogliere ogni sfumatura prescindendo da gusti personali (dal gothic al folk apocalittico, dall'ethereal e medieval al gothic metal, dal dark ambient alla new wave, fino all'elettronica). Chiunque, in base alla propria formazione musicale, troverebbe brani e gruppi affascinanti, e altri inascoltabili.

Stai ancora ampliando le tue conoscenze in merito?

Purtroppo per motivi lavorativi e personali il tempo libero da dedicare a questa attività non è molto. Ad ogni modo, ascoltare buona musica fa sempre piacere.

Come è nata l'idea di scrivere questi libri?

Per quanto riguarda "Il Dark: guida alla musica oscura", la proposta è nata abbastanza casualmente, senza avere mai avuto in mente l'idea di scrivere un libro del genere. Nell'estate del 2005, alla fiera del libro di Imperia, mi sono soffermato allo stand delle Edizioni Il Foglio di Piombino. Anche se il catalogo è molto vario, rimasi colpito dai libri su cinema e narrativa horror, e da alcuni saggi di esoterismo. Ho fatto due chiacchiere con l’editore Gordiano Lupi, che al momento mi ha solo invitato a contattare via email la Prof.ssa Rosa Manauzzi, allora curatrice della collana I Saggi. La proposta è stata accettata, e la prima edizione è venuta alla luce nell’ottobre del 2005. Benché senz’altro acerba e dal sapore di fanzine, è stata accolta con entusiasmo dai cultori del genere ed oggetto di varie recensioni.
"Le ombre dell'eros", invece, è nato nel 2010 da un’idea che mi ispirava da tempo: un saggio su eros/thanatos, che parlasse quindi del legame tra sesso, amore e morte sia nell’arte (pittura, musica, cinema, scultura funeraria), sia nella vita reale (uomini e donne serial killer, necrofili, ma anche le più semplici gelosie e ossessioni d’amore). La prof. Rosa Manauzzi non solo si è attivata in fase di correzione della bozza, ma ha scritto una bella postfazione. Si tratta di un libro accessibile a tutti: ogni artista, film o quadro viene descritto scivolando via senza annoiare, ma lasciando il segno.

Nell'ambito di ciascuna categoria di cui hai trattato (musica, arte figurativa, letteratura), quali sono per te gli artisti che possono fungere da ideali rappresentanti della gothic culture e perchè?

Parlare di gothic culture è forse vago e sfuggente, tenendo conto che in ambito musicale gli stessi esponenti più noti (The Cure, Bauhaus, Siouxie & The Banshees, Joy Division, The Sisters of Mercy), si sentono più legati a radici punk. Ad ogni modo il post-punk segna il passaggio dalla rabbia sociale alla crisi intimista, da chitarre serrate a percussioni talvolta quasi tribali e basso in evidenza in fase di missaggio. Siamo ancora lontani da produzioni gotiche successive, dove violino, organo, rintocchi di campane ed elettronica, unita a musica classica possono fare da colonna sonora a produzioni ispirate ad E.A. Poe. Ne sono alcuni esempi artisti come Nox Arcana, ma anche Devil Doll e Sopor Aeternus & The Ensemble of Shadows (progetti che nel libro "Il Dark: guida alla musica oscura" hanno un capitolo a parte).

Quali album secondo te dovrebbero assolutamente acquistare coloro che decidono di avvicinarsi a questa sottocultura?

Senz'altro quelli più noti dei gruppi che nel libro chiamo i "mostri" sacri degli anni 80'. Consiglierei "Unknown Pleasures" dei Joy Division, il live "Nocturne" di Siouxie & The Banshees, "First and Last and Always" dei Sisters of Mercy, la discografia dei Bauhaus e la triade "Seventeen Seconds", "Faith" e "Pornography" dei Cure. Per chi segue questo genere queste possono sembrare banalità; ma parliamo di un qualcosa quasi ignoto alle masse, e snobbato da qualsiasi emittente radiofonica. Se ci fosse un riscontro entusiasta a questi ascolti, consiglierei di proseguire con il live dei Clan of Xymox, l'album di esordio "Angst" dei Lacrimosa, e "Es Reiten die toten so schnell" di Sopor Aeternus & The Ensemble of Shadows.

della scena gotica attuale cosa ne pensi? Ci sono gruppi emergenti che ti hanno colpito particolarmente?

Per fortuna ci sono alcune persone che, con coraggio, organizzano ancora serate ed eventi ancora animati da autentica passione. Una manifestazione che ha messo in luce gruppi emergenti è senz'altro il Gothic Room. Grazie a questo evento di Darkitalia, hanno potuto farsi conoscere di più formazioni come Kreativ in Den Boden, Stardom e The Shimmer, per citarne solo alcuni. Chi fosse interessato a suoni elettronici anni '80, apprezzerà anche i Delenda Noia.

Spesso le persone nutrono pregiudizi nei confronti della cultura dark, su quali argomenti punteresti perchè esse possano inquadrare e percepire questa realtà sotto una luce diversa e più obiettiva?

A mio avviso bisognerebbe abbattere delle barriere: chi non la segue ha una visione distorta e dettata dalla mancanza di conoscenza (altrimenti detta ignoranza), che lo porta a confonderlo con il metal, o con i Cure più commerciali ascoltati in qualche radio. Senz’altro un look fatto di anfibi, cappotti neri e pettinature che sfidano le leggi di gravità possono certo attrarre alcuni, ma soprattutto disturbare molti. Il diverso crea disagio, e affiora un senso di pericolo atavico in ciò che non si conosce, soprattutto se sovverte ogni senso convenzionale del “bello”. Bene, per fare un esempio, l’assenza totale di problemi di ordine pubblico e il clima di festa di eventi come le migliaia di persone che si ritrovano ogni anno al WGT (Wave-Gotik-Treffen) di Lipsia dimostrano che i cosiddetti dark non sono pericolosi, ma hanno solo bisogno di divertirsi condividendo una passione comune.
Il Nero non è da associare al Male come alcuni impropriamente fanno, ma è eleganza, mistero, fascino, ambiguità, ricercatezza. Così, anche ogni colonna sonora che lo voglia rappresentare.
D’altra parte il rischio è che molti dei cosiddetti dark siano puristi molto rigidi, che in alcuni casi snobbino le persone cosiddette "normali", e a volte critichino anche le stesse scelte musicali di dj e organizzatori di serate, noncuranti che questa scena sopravvive solo grazie ai loro sforzi.
Soprattutto, e da entrambi i punti di vista, ogni persona è un pezzo unico, e bisognerebbe esser prudenti nel giudicarla per il look sfoggiato, o per le proprie scelte musicali. Ovviamente questi sono indicatori della personalità, ma ognuno è complesso e meritevole di analisi più attente.
Io stesso non sono un dark, mi abbiglio in maniera del tutto “anonima”, e sono davvero poche le persone con cui condivido nella vita reale questi gusti musicali.

Tornando nello specifico alla tua attività di scrittore, hai in progetto nuove opere? ci puoi anticipare qualcosa?

Al momento attuale non ho in progetto nuove opere. Non mi dispiacerebbe poter approfondire maggiormente la scena musicale dark italiana, coinvolgendo musicisti e organizzatori con interviste e contributi personali. Al momento attuale, però, questo rimane solo nelle buone intenzioni.

Per informazioni: www.ilfoglioletterario.itQuesto indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

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