
Dan Cain non è solo uno studente in medicina. Dan Cain è uno tra gli studenti più brillanti della facoltà. Vive in un appartamento nel quartiere universitario, studia e pratica con passione, ed è fidanzato con Megan, la figlia del preside Halsey, che vorrebbe sposare. Un quadretto felice, finché non arriva Herbert West.
Lo strano studente, piccolo di statura, con grandi occhiali e modi scontrosi, arriva dalla Svizzera. Qui è stato assistente di un medico noto per le sue teorie sulla sopravvivenza del cervello oltre il momento della morte cardiaca. La franchezza e protervia che dimostra già dalle prime lezioni lo mettono subito in cattiva luce con il dottor Hill, neurochirurgo, luminare della facoltà di medicina e inventore di uno speciale trapano per lobotomie. West infatti, accusa il docente di aver plagiato e distorto le idee del proprio maestro, ormai deceduto. Lo scontro tra i due è da subito inevitabile e si ripercuote sulla stessa fama dello studente.
Quando West risponde all'annuncio di Cain che vuole subaffittare una camera nel proprio appartamento, Megan cerca di dissuadere il fidanzato dall'accettare, ma non viene ascoltata. Cain infatti, non appartiene a una famigli agiata. Riesce a frequentare i corsi solo grazie a una borsa di studio e ha necessità di dividere le spese di alloggio. Per questo accetta di accogliere il nuovo inquilino che gli offre un cospicuo anticipo sull'affitto.

Blackmoor, Inghilterra, autunno 1891. Alla magione di Talbot Hall arriva un giovane tarchiato ma elegante. I suoi occhi scuri sono piccoli e penetranti, le labbra sono carnose, i capelli sono corti, lisci e neri. Indossa un lussuoso cappotto con un ampio collo di pelliccia e una bombetta sulle ventitré; porta un raffinato bastone da passeggio con l'impugnatura in argento, che raffigura un lupo. Il giovane è un affermato attore, il suo nome è Lawrence Talbot, e quella è la casa dove ha vissuto la propria infanzia. L'occasione del ritorno non è gioiosa: infatti, suo fratello Benjamin (Ben) è scomparso da diverse settimane, è stata la fidanzata di questi, Gwen Conliffe, che ha richiesto con insistenza il suo aiuto per far luce sulla vicenda.
La casa che accoglie il giovane non è curata: nello sfarzoso ingresso, dominato da uno scalone imponente, foglie e sporcizia imbrattano il pavimento e tutto è avvolto nella penombra, mentre pesanti ragnatele ingombrano lo sguardo. L'ambiente è affollato di sculture e arredi lussuosi, ma tutto pare in stato di abbandono. Tuttavia, la dimora non è disabitata. Vi vive infatti John Talbot, il padre di Lawrence, con il fedele servitore indiano Singh; ospite temporanea è la giovane Gwen. Lawrence ancora non sa che la famiglia è già in lutto: pochi giorni prima infatti, Benjamin è stato ritrovato cadavere. Malgrado lo stato di avanzata decomposizione, appare a tutti evidente che il giovane, prima di morire, è stato straziato da ferite e mutilazioni così gravi da non poter passare inosservate. Chi può avere infierito su una persona con tanta forza e violenza? Un animale o un uomo? Tali circostanze, unite al fatto che nella stessa notte altri due uomini hanno avuto la stessa sorte, preoccupano non solo la famiglia ma l'intero villaggio, e riaprono vecchie inquietudini tra gli abitanti. Nella taverna infatti, un anziano ricorda che venticinque anni prima, suo padre aveva scoperto un licantropo a Blackmoor. La bestia aveva sterminato il suo gregge, straziando gli animali con una crudeltà inaudita. Il padre era sopravvissuto, ma per tutta la vita non era mai più uscito di casa nelle notti di plenilunio. E per difendersi, aveva fuso l'argenteria di casa per ricavarne pallottole: solo l'argento infatti, è in grado di uccidere il licantropo.
Il racconto dell'uomo impressiona gli abitanti del piccolo villaggio, tuttavia la maggior parte di loro crede che il responsabile dell'eccidio possa essere, più semplicemente, un animale feroce. L'attenzione è puntata sul vecchio orso addestrato in una comunità di zingari, che da poco si sono stabiliti nelle vicinanze. L'ipotesi però cade presto. Quando infatti, una notte di luna piena, un mostro aggredisce l'accampamento zingaro e uccide diverse persone, appare chiaro che il responsabile è un altro. Qualcosa che gli zingari sembrano conoscere bene.

«Perché sei truccato così?»
«Sono un pagliaccio, signore»
«Tu non sei un pagliaccio. Sei un medico, che in meno di un minuto ha eseguito un'operazione senza un bisturi»
«Sono un medico e un pagliaccio»...
Quella sera, il destino del Ragazzo Senza Nome cambiò. Come pure quello dell'acrobata alla quale lui aveva appena salvato la vita.
Londra fine Ottocento. Lorelei, la star del circo Barnaby, cade dal trapezio durante un'esibizione e non riesce a respirare, per una frattura a una clavicola e la lussazione di una spalla che le comprime lo sterno. In suo soccorso arriva il pagliaccio gobbo della compagnia, un trovatello senza un nome e senza un passato, innamorato di lei e appassionato di medicina e anatomia. Con l'aiuto di un misterioso gentiluomo dall'aspetto e modi decisi, il ragazzo (Daniel Radcliffe) riesce a salvare la ragazza da una morte certa. La sua prontezza colpisce lo sconosciuto che gli promette di portarlo via da quel posto.
Il gentiluomo si chiama Victor Frankenstein (James McAvoy), e quella notte stessa torna al circo, dove il ragazzo nel frattempo è stato rinchiuso in una gabbia per evitare che fugga. E lo libera. Durante la fuga però, uno degli artisti muore, questo attira l'attenzione del detective Turpin di Scotland Yard (Andrew Scott). Il detective è sulle tracce di un misterioso individuo che ruba parti amputate di animali. Poiché nel circo viene trovato un sacchetto contenente la zampa di una leonessa morta da poco, ritiene probabile che l'enigmatico ladro sia il gentiluomo che ha liberato il ragazzo. Per questo, malgrado sia convinto della loro innocenza, Turpin decide di far ricercare i due per omicidio.

«A volte il mondo non ha bisogno di un eroe. A volte ha bisogno di un mostro.»
E se il mostro si chiama Dracula, le cose si fanno subito interessanti...
Valacchia (Romania), metà del XV secolo. Il sultano ottomano Mehmet II controlla di fatto la regione imponendo pesanti tributi ai principi locali, ridotti a un ruolo formale e un potere limitato. Malgrado la fama di ferocia conquistata sui campi di battaglia, Vlad III regna con equilibrio, cerca la via del dialogo e, nella vita privata, è padre e marito affettuoso. Perciò, quando il sultano tenta di imporre il pesante tributo di mille giovanissimi valacchi da addestrare nell'armata dei giannizzeri, e tra loro pretende che ci sia anche il figlio di Vlad, il giovane Ingeras, il principe decide di non accettare e ribellarsi. Conosce infatti le crudeltà e i maltrattamenti ai quali sono sottoposti i bambini negli addestramenti ottomani. Li conosce perché lui stesso ha vissuto l'esperienza. Li conosce perché suo padre, Vlad II, a sua volta aveva assecondato la richiesta del sultano e ceduto il figlio come dimostrazione di fedeltà.
Ma cosa può fare un piccolo regno contro l'impero più potente del mondo? Forse solo un patto con il Male può salvare la vita di Ingeras e di mille suoi coetanei.
Messo alle strette, Vlad si ricorda di un essere misterioso, incontrato durante una perlustrazione sul picco del Dente Rotto. Qui, in una grotta piena di teschi umani, una presenza minacciosa ha aggredito lui e ucciso le sue guardie. Si tratta di un vampiro, un uomo che, venduta l'anima al diavolo, è prigioniero nella grotta che lo ospita e si nutre da tempo immemore di sangue umano. La maledizione che lo trattiene nel cuore della montagna cadrà solo quando qualcuno prenderà il suo posto.

«Sono un'improvvisa e inesplicabile mutazione dei geni. E nessuno sa come e perché ciò avvenga. Per questo li chiamiamo scherzi biologici.» Chi parla, nel suo laboratorio, è il dottor David Neville, genetista dell'Università di Londra. Ma è possibile che uno di questi “scherzi biologici” si replichino ben sei volte, nel mondo, nello stesso momento? Sarebbe come vincere sei volte al totocalcio, con la stessa identica schedina, continua. È proprio questo l'enigma che si pone davanti ai protagonisti del film La stirpe dei dannati (1963), ideale sequel della più celebre pellicola Il villaggio dei dannati (1960), ma che di fatto, non presenta nessuno dei personaggi del primo film.
Le due trame hanno in comune solo la presenza di alcuni bambini intellettivamente molto dotati, capaci di leggere nel pensiero e di influenzare le azioni altrui, legati tra loro da un rapporto simbiotico incredibile: quello che vede o sente uno di loro, lo vedono e sentono tutti, quello che succede a uno di loro, lo vengono a sapere tutti. Tutti sono figli di madri non sposate, nati e cresciuti senza un padre. Per il resto, le due storie possono dirsi del tutto indipendenti tra loro, così come le tematiche poste in essere, che sono completamente differenti.
Ma facciamo un passo indietro, all'inizio della storia...

E se un giorno, all'improvviso, gli abitanti di un villaggio morissero tutti insieme, nello stesso momento? Proprio tutti: uomini, donne, bambini, animali...
Se all'improvviso, un giorno, un'intera area di campagna divenisse zona mortale, racchiusa da un perimetro invisibile che, varcato, diventa fatale?
Chi sta guidando un veicolo sbanderebbe e finirebbe fuori strada. Chi sta stirando, lavando, crollerebbe sul pavimento lasciando rubinetti aperti, abiti bruciati dai ferri da stiro. Chi sta telefonando, abbandonerebbe improvvisamente la conversazione e chi sta ascoltando un disco, lascerebbe l'apparecchio girare a vuoto. Un intero paese verrebbe popolato dal silenzio e dall'immobilità, e da persone riverse per le strade, sui marciapiedi, nei prati, nei vialetti dei giardini.
È quello che accade un giorno, nel villaggio di Midwich. E quando il maggiore Alan Bernard giunge nei suoi pressi e vede un poliziotto crollare sulla carreggiata senza ragione apparente, decide di allertare l'esercito per isolare la cittadina e i suoi dintorni.
Il maggiore aveva programmato di andare a far visita alla sorella Anthea che vive a Midwich con il marito, il fisico Gordon Zellaby. Allarmato dallo strano silenzio che interrompe una telefonata con il cognato, confuso perché da quel momento nessun telefono risponde in tutto il villaggio, il militare decide di anticipare l'orario della partenza per controllare di persona cosa sia successo.
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