Nelle sale italiane praticamente da Halloween 2019, Doctor Sleep è nato dalla penna del Re dell’Horror ma non si può fregiare esattamente di questa categoria letteraria: la vicenda è più un fantasy dalle tinte oscure in cui il bene e il male ancora una volta si fronteggiano, un po’ come ne Il signore degli anelli ma con meno epicità e niente draghi lo giuro!
Danny è infatti ormai cresciuto, avrà circa 40 anni e tutti i personaggi del primo Shining (la mamma mingherlina, il papà frustrato, il vecchio cuoco nero dell'Overlook Dick Hallorann) non ci sono più da tempo, ma Dan Torrance continua a vedere la gente morta. Per sopravvivere a tutto questo ha quindi seguito le orme del padre: di fatto è un alcolizzato, spiantato, senza casa. E non disdegna neppure ogni tanto l’uso di qualche altra sostanza oltre al fondo della bottiglia.
In seguito all'ennesima fuga da un appartamento dopo alcool, coca e sesso casuale con una ragazza madre, Danny approda in un paesello dove cerca di ricominciare sulla retta via. Qua viene bene accolto da un uomo che vede nel suo sguardo la bontà, trova due lavori (ma quello all'ospizio che lo porta ad aiutare i malati terminali a trapassare viene mostrato solo di sfuggita, giusto il tempo di spiegare il significato del titolo) ed entra nell'Anonima Alcolisti che lo aiutano pure a ripulirsi del tutto. Un piccolo grande miracolo americano che ovviamente con Stephen King non poteva durare a lungo.
In tutti gli anni in cui la sua vita si stava risollevando, Danny tramite le sue facoltà entra in contatto con una ragazzina nera (che nel romanzo scopre pure essere sua parente alla lontana, ma pazienza se qua non c'è: peccato soprattutto per noi italiani visto che sua nonna nel libro ha origini dalle nostre parti ma qui muore e basta!) che possiede come lui la luccicanza, anche più forte della sua, e gli scrive messaggi sul muro della camera da letto. Essendo più potente nei giovani, la luccicanza di questa ragazzina profeticamente chiamata Abra di cognome Stone e non Cadabra la porta per prima a scorgere il gruppo di persone (ma saranno ancora umani?) che uccide sistematicamente bambini per nutrirsi della loro essenza che come un vapore esce dalle bocche dei fanciulli nel momento della morte per sofferenza acuta, prima di sfuggire su camper e camion come gli zingari dopo aver sbaraccato il luna park. Il vapore può essere stoccato, ma le bombole stanno finendo, e il capo di tutta la combriccola - Rose Cilindro - avverte a sua volta la ragazzina e capisce che se riescono a prenderla ci sarà cibo per mooooolto tempo. Inizia una caccia tra il gatto e il topo dove i ruoli s'invertono spesso.
Piccola nota a margine: per chi ha letto il romanzo credo sia un peccato notare che gli amici di Rose Cilindro sono molto meno bifolchi e pittoreschi di come li aveva descritti King con le loro magliette stinte e gli adesivi divertenti sui parafanghi (un altro classico del Re).
Abra contatta Danny e per la prima volta in assoluto lo va a trovare sul luogo in cui lavora, lo avverte di quel che ha visto ma Dan non ne vuole sapere. Le dice di lasciar perdere, di nascondersi, di non stuzzicare queste persone o esseri o cosa sono (non viene spiegato, però si capirà che ce ne sono altri). Ma se lo facesse davvero il film come andrebbe avanti?
Per nostra fortuna Danny (interpretato da un come sempre impeccabile Ewan McGregor di cui non si sente per niente l’accento scozzese, anzi, sembra proprio un bifolco americano tanto caro a King) decide alla fine di aiutare Abra e insieme attivano un’escalation più vicina ad un film d’azione che Horror e che ovviamente li porterà (ma non si capisce bene perché Danny voglia tornare proprio là dopo tutti gli anni in cui aveva tentato di dimenticarlo: la scelta appare un po’ forzata) ai ruderi dell'Overlook Hotel sulle montagne innevate del Colorado. Qui avverrà lo scontro finale tra moquette dai colori impossibili, macchine da scrivere rovesciate e l’immancabile accetta.
L'Overlook a sua volta è ancora abbastanza in piedi e qui è Kubrick a vincere: infatti nel romanzo di Shining l'albergo esplode per la caldaia in ebollizione, mentre nel film questo non accade. Doctor Sleep si collega così direttamente alla versione con Jack Nicholson e Shelley Duvall.
Il film che ha la regia e la sceneggiatura di Mike Flanagan (regista di Ouija - L'origine del male e già cimentatosi con la trasposizione di un romanzo di King due anni prima: Il gioco di Gerald) deve molto all’opera di Kubrick in certe inquadrature - l’auto tra i boschi vista dall’alto; il labirinto innevato - e certe trovate sceniche - i fiumi di sangue dagli ascensori; la porta col viso di McGregor attraverso lo spacco che ricorda l’altro Jack - ma fluisce comunque ampiamente di vita propria sia perché King realizza una storia di redenzione con molti nuovi antagonisti - i vecchi fantasmi dell’Overlook sono tanti ma marginali alla fine - sia perché Danny ha molti buoni propositi che suo padre non aveva dall'inizio.
Il film ha più a che fare col fantasy quando Rose Cilindro vola sopra il pianeta Terra o Danny si trova in una stanza che ruota. Il soprannaturale è rappresentato da fantasmi che appaiono all'inizio e alla fine, ma i veri nemici qua sono piuttosto le persone in carne ed ossa e la loro avidità. Non mancano infatti delle belle sparatorie come è da tradizione statunitense. Gli antagonisti sembrano vampiri che guidano camper alla luce del sole.
Il tema nascosto di tutto quanto rimane secondo me l’alcolismo e la grande influenza distruttiva che può avere su una persona e il suo nucleo familiare. La dipendenza in generale infetta tutti i personaggi: Danny beve e perde coscienza come suo padre, i guidatori di camper che si fanno chiamare il Nodo necessitano del vapore dei bambini per vivere e lo aspirano come cocaina, l'Overlook stesso e i suoi malsani abitanti hanno bisogno della luccicanza di Danny come un tossico in cerca di eroina. Rose Cilindro nel romanzo è molto più ambigua e lasciva, con una necessità di sesso che qui viene del tutto a mancare in confronto. E Stephen King stesso ai tempi in cui scrisse il romanzo di Shining non era proprio il tipo da abbonarsi a Sani Oggi.
Forse il cinema americano necessita di essere costantemente rassicurato: quando la sessualità ha un significato profondo nei romanzi di King, non ve ne è mai traccia nelle trasposizioni su grande schermo. Basti pensare all’atto sessuale di gruppo in It che entrambe le versioni degli ultimi 30 anni per tv e cinema non mostrano mai, eppure questa è una fondamentale scena per evolvere la trama del romanzo.
Tutto sommato questo film risulta un degno seguito che fa scorrere la sua storia in maniera lineare, con un paio di colpi di scena ben assestati, ma forti cali di tensione nella parte centrale. La trama in effetti suona più avvincente sulla carta dove tutto va immaginato. Sul grande schermo la lunga durata lo ha invece penalizzato rendendolo a tratti inutilmente ingarbugliato o troppo sbrigativo. Sembra quasi che sia estremamente facile eliminare Rose nonostante tutto e che ogni scena sia un pretesto per un revival nostalgico del film che ha iniziato la serie, il già citato Shining realizzato da Kubrick nel 1980. Chissà cosa ne dirà King stesso che in odio a Kubrick sceneggiò una nuova versione di Shining uscita come miniserie di 3 puntate nel 1997.
Da vedere per chi ha letto il romanzo, soprattutto per la ricostruzione dell’albergo più famoso della storia dell’Horror e ancora di più per la ripresa del ruolo del padre Jack, passato da custode dell’hotel a barman professionista che serve un whiskey.......a suo figlio!
- Voto: 7/10

