Re-Animator

  • Titolo: Re-Animator
  • Regia: Stuart Gordon
  • Paese e anno di produzione: USA, 1985
  • Durata: 105 minuti (versione integrale)

Dan Cain non è solo uno studente in medicina. Dan Cain è uno tra gli studenti più brillanti della facoltà. Vive in un appartamento nel quartiere universitario, studia e pratica con passione, ed è fidanzato con Megan, la figlia del preside Halsey, che vorrebbe sposare. Un quadretto felice, finché non arriva Herbert West.

Lo strano studente, piccolo di statura, con grandi occhiali e modi scontrosi, arriva dalla Svizzera. Qui è stato assistente di un medico noto per le sue teorie sulla sopravvivenza del cervello oltre il momento della morte cardiaca. La franchezza e protervia che dimostra già dalle prime lezioni lo mettono subito in cattiva luce con il dottor Hill, neurochirurgo, luminare della facoltà di medicina e inventore di uno speciale trapano per lobotomie. West infatti, accusa il docente di aver plagiato e distorto le idee del proprio maestro, ormai deceduto. Lo scontro tra i due è da subito inevitabile e si ripercuote sulla stessa fama dello studente.

Quando West risponde all'annuncio di Cain che vuole subaffittare una camera nel proprio appartamento, Megan cerca di dissuadere il fidanzato dall'accettare, ma non viene ascoltata. Cain infatti, non appartiene a una famigli agiata. Riesce a frequentare i corsi solo grazie a una borsa di studio e ha necessità di dividere le spese di alloggio. Per questo accetta di accogliere il nuovo inquilino che gli offre un cospicuo anticipo sull'affitto.

Ben presto, il comportamento schivo di West insospettisce Megan, che in assenza del ragazzo approfitta per entrare nella sua stanza, scoprendo che nel frigorifero giace il cadavere del gatto di casa, Rufus. Megan accusa West di aver ucciso l'animale, mentre questi le recrimina di aver violato la privacy del suo spazio, e sostiene di non aver ucciso il gatto perché l'ha trovato già cadavere; solo l'intervento di Cain riesce a placare gli animi. Tuttavia, la stessa notte, Cain viene svegliato da rumori sospetti: nella cantina sorprende West aggredito da un gatto inferocito. Quel gatto, scoprirà, è il suo Rufus, che West ha riportato in vita grazie a un siero di propria invenzione.

Cain è dapprima incredulo al racconto del suo coinquilino ma poi, davanti a una ulteriore prova, è costretto ad accettare la spiegazione: lo studente ha davvero scoperto come riportare in vita i morti. Le possibilità date dall'invenzione di West da un lato affascinano il giovane Cain, dall'altro lo spaventano: infatti, l'aggressività cieca e ingovernabile dell'animale risuscitato non fa presagire nulla di buono. Diverso è l'atteggiamento di West, che vedendo solo le possibilità insite nella scoperta, non ne considera i rischi o le implicazioni morali. Il suo unico scopo è proseguire con la sperimentazione, puntando a provare il siero su cadaveri umani. Per poter procedere però, ha bisogno di Cain, che ha accesso all'obitorio del policlinico universitario. E per questo deve convincerlo a collaborare alla ricerca.

Qualcosa però va storto. Il cadavere scelto, una volta rianimato, non solo è aggressivo e del tutto irragionevole, ma è dotato anche di una forza fisica inaspettata. E quando sopraggiunge il padre di Megan, alla ricerca dei due studenti che nel frattempo aveva espulso dalla facoltà, viene ucciso dallo zombie. Cain vorrebbe fermarsi. I rischi di questa ricerca sono troppi. Ma West lo convince a provare ancora una volta: forse gli effetti su un morto fresco sono diversi. E così, inietta il siero anche al dottor Halsey, senza però che gli effetti cambino.

Quando il dottor Hill opera il collega per capire il motivo del suo improvviso e inspiegabile cambiamento, scopre che è clinicamente morto. Decide così di parlare con il giovane West, sospettando che possa essere coinvolto nella vicenda. E capisce che l'autore della rianimazione è proprio lui. Decide perciò di ricattarlo, approfittando della posizione superiore per appropriarsi della scoperta. La sua ambizione sfrenata gli fa presagire onori e ricchezza, che concede in parte anche a West, a patto che accetti di diventare suo assistente e fare un passo indietro, rinunciando alla paternità del siero; inoltre deve uccidere Cain che, solo, conosce la verità. West non accetta le condizioni imposte e uccide invece il professore, decapitandolo. Ma la sua ansia di sperimentare il siero non si ferma. E decide di rianimare separatamente la testa e il corpo del dottor Hill, solo per vedere gli effetti. Non sa che le due parti, pure separate, sono in grado di agire insieme, e che la testa spiccata può ancora governare il proprio corpo. Non sa ancora quali orrori si scateneranno dalla sua ricerca...

Il film, del 1985, si ispira al racconto Herbert West, rianimatore, dell'americano Howard Phillips Lovrecraft, scritto e pubblicato in sei puntate sulla rivista amatoriale Home Brew tra il 1921 e il 1922. Il racconto è molto più lungo e la trama non corrisponde se non a grandi linee, con quella del film. Oltre a questo, dal racconto sono stati tratti anche altri adattamenti: il sequel Re-animator 2, del 1990 e Beyond Re-animator del 2003. E nel 2017 è stata realizzata una nuova versione cinematografica (Herbert West: Re-animator). Dal racconto è stato tratto anche un fumetto (1950); la prima edizione italiana è solo del 1966.

Apparentemente, il racconto di Lovecraft e i relativi adattamenti presentano somiglianze con Frankenstein: in entrambi i casi i protagonisti sono studenti di medicina, la cui ossessione è quella di rendere la morte uno stato reversibile. Mentre però Frankenstein pretende di creare una vita dal nulla assemblando parti separate in un nuovo essere umano, West si limita a risvegliare i morti, in questo accostandosi di più al tema degli zombie. Una lettura moderna di questi non-morti, che diventano tali in virtù di un intervento scientifico, per quanto delirante.

Il film uscì nelle sale in una prima versione, della durata di 86 minuti, dove furono tagliate le scene più scabrose. Una seconda versione, aggiunta delle sequenze censurate e della durata di 93 minuti, fu poi commercializzata in home video insieme alla prima. Esiste infine una terza versione integrale, di 105 minuti. Su questa verte la mia recensione.

Da un punto di vista del contenuto, il film potrebbe offrire spunti a riflessioni anche importanti: quanto è lecito spingersi nella sperimentazione scientifica? Quale diritto ha uno scienziato di violare il limite della morte? Gli scienziati sono responsabili degli usi delle proprie scoperte?

Ma non è questo l'intento del film. A parte alcune brevi sequenze dialogiche, pochissimo spazio è dato alla riflessione. La trama è invece incalzante e improntata principalmente all'azione, poco spazio è lasciato all'immaginazione. Ci sta. Un film può mirare anche al semplice intrattenimento, senza per forza soffermarsi in speculazioni intellettuali.

Da un punto di vista formale invece, trovo che il film sia piuttosto scadente. Mentre nella prima parte la tensione è tenuta grazie alla graduale scoperta del segreto di West, la seconda parte è solo un insieme di scene splatter, brutali amputazioni, schizzi e sbrodolamenti di sangue finto. Le situazioni si susseguono a ritmo frenetico, in un crescendo di assurdità che scadono nel grottesco, con punte persino comiche. O in certi casi, del tutto ripugnanti. Come quando il dottor Hill, ormai ridotto a testa-con-corpo-al-seguito, fa rapire la giovane Megan da cui è ossessionato, e tenta di stuprarla dichiarandole il proprio amore. O come quando West viene avvinghiato da un intestino animato, schizzato via da un addome squarciato. Mentre un intero ospedale è tenuto in ostaggio da un'orda di nudi cadaveri redivivi.

Gli effetti speciali sono quelli permessi dalla tecnologia degli anni Ottanta e questo salta agli occhi dello spettatore moderno, abituato a ben altri mezzi. Niente computer grafica, quindi, quanto piuttosto automi e manichini. Ma la maggior parte degli effetti è concentrata su sanguinamenti, sbudellamenti e cadaveri smembrati. Per non parlare del siero, un liquido di un verde acido fosforescente, iniettato con inquietanti, enormi siringoni.

Ogni genere, ogni situazione, può essere sviluppato e descritto con classe. In un film horror, la classe è quella che mostra, lasciando però uno spazio all'immaginazione. È quella che instilla inquietudine, punta al colpo di scena e dosa le informazioni per mantenere viva la tensione. Più che a provocare un semplice e ripetuto ribaltamento di stomaco. Quella classe, a mio avviso, manca in questo film.

  • Voto: 4/10