Il villaggio dei dannati

  • Titolo: Il villaggio dei dannati
  • Regia: Wolf Rilla
  • Paese e anno di produzione: Regno Uniti, USA, 1960
  • Casa Produttrice: Metro-Goldwyn-Mayer
  • Uscita in Italia: 13 luglio 1960
  • Durata: 77 minuti

E se un giorno, all'improvviso, gli abitanti di un villaggio morissero tutti insieme, nello stesso momento? Proprio tutti: uomini, donne, bambini, animali...

Se all'improvviso, un giorno, un'intera area di campagna divenisse zona mortale, racchiusa da un perimetro invisibile che, varcato, diventa fatale?

Chi sta guidando un veicolo sbanderebbe e finirebbe fuori strada. Chi sta stirando, lavando, crollerebbe sul pavimento lasciando rubinetti aperti, abiti bruciati dai ferri da stiro. Chi sta telefonando, abbandonerebbe improvvisamente la conversazione e chi sta ascoltando un disco, lascerebbe l'apparecchio girare a vuoto. Un intero paese verrebbe popolato dal silenzio e dall'immobilità, e da persone riverse per le strade, sui marciapiedi, nei prati, nei vialetti dei giardini.

È quello che accade un giorno, nel villaggio di Midwich. E quando il maggiore Alan Bernard giunge nei suoi pressi e vede un poliziotto crollare sulla carreggiata senza ragione apparente, decide di allertare l'esercito per isolare la cittadina e i suoi dintorni.

Il maggiore aveva programmato di andare a far visita alla sorella Anthea che vive a Midwich con il marito, il fisico Gordon Zellaby. Allarmato dallo strano silenzio che interrompe una telefonata con il cognato, confuso perché da quel momento nessun telefono risponde in tutto il villaggio, il militare decide di anticipare l'orario della partenza per controllare di persona cosa sia successo.

Lo scenario è desolante. Una forza misteriosa ha paralizzato l'intera cittadina. Ma le persone non sono morte. Sono sole svenute. E quando, dopo ore, uno ad uno animali e uomini si rialzano, cercano di riprendere le proprie attività, domandandosi quale possa essere stata la causa di questo malore collettivo.

L'enigma si infittisce quando le donne in età fertile della comunità scoprono, nello stesso periodo, di essere incinte. Tutte. Indipendentemente dal loro stato civile. Dodici donne che insieme, fanno controlli prenatali, insieme partoriscono bambini perfetti, grandi, belli. Il dottore riferisce che pesano tutti 6 chili, e hanno tutti gli occhi “strani”.

Ben presto è evidente che questi nuovi nati hanno qualcosa di insolito, inquietante. Il loro sviluppo fisico e intellettivo è decisamente più veloce della norma. E soprattutto, quello che impara uno, lo imparano contemporaneamente anche gli altri. Come se quei bambini fossero le cellule di un unico organismo. Come i neuroni di un solo cervello. Uniti nell'aspetto, nei gusti del vestire, nei modi di fare. Dodici gemelli distribuiti in altrettanti uteri.

I bambini crescono insieme e sembrano inseparabili. Non legano con i coetanei, ma neppure con gli adulti. Non cercano la simpatia, al contrario, pare siano animati da una certa superba consapevolezza. Portano la stessa acconciatura, lo stesso cappotto nero, nascondono qualunque sentimento, evitano qualunque slancio affettivo. Hanno volti inespressivi e modi scostanti. Sanno di avere un potere che li contraddistingue da tutti: non solo infatti, leggono nella mente, ma possono condizionare i comportamenti delle persone, inducendole ad esempio, al suicidio. Guai a chi, anche involontariamente, fa del male a uno di loro. La vendetta contro di lui è una condanna sicura.

Variegato è il comportamento della comunità verso questi piccoli prodigi. Gli altri bambini li deridono, gli adulti li temono. Il maggiore Bernard cerca informazioni e da fonti dell'esercito scopre che altre piccoli gruppi di questi fanciulli sono stati segnalati in Australia, Canada e Unione Sovietica. Qui però sono stati distrutti, insieme ai villaggi che le ospitavano. Resta solo quella di Midwich, dove Gordon Zellaby si oppone alla prospettiva di seguire la linea degli altri stati. I ragazzini, sostiene, vanno istruiti, seguiti da vicino, studiati. I loro poteri sono un interessante oggetto di indagine e, se ben indirizzati, potrebbero portare grandi vantaggi. E così, Zellaby si offre di far da loro da istitutore, chiedendo la disponibilità di ospitarli tutti insieme nella scuola del paese.

Ma la pericolosità di questi bambini cresce di pari passo con l'ostilità degli abitanti di Midwich nei loro confronti. E quando viene ricattato dal figlio David, uno di loro, Zellaby capisce di non poterli ancora controllare a lungo. Decide pertanto di porre fine alla loro esistenza e realizza un ordigno a orologeria, con il quale far esplodere la scuola e tutti i suoi occupanti, compreso se stesso. Organizza la partenza dalla città della moglie, che affida al cognato, e si reca nella scuola con la valigetta che nasconde la bomba, risoluto a porre resistenza al potere telepatico dei bambini fino al momento dello scoppio. Se infatti, capissero quello che sta per fare, potrebbero impedire la detonazione. La sua mente è forte, ma all'ultimo, pare che la volontà dei piccoli prodigi abbia la meglio...

Il soggetto del film è tratto dal romanzo I figli dell'invasione di John Wyndham (1957). I diritti d'autore per la versione cinematografica furono acquistati ancora prima che il romanzo venisse pubblicato. La realizzazione del film fu travagliata e la prima uscita non vide subito un successo di pubblico. La pellicola fu pertanto ritirata dalle sale e riproposta dopo alcuni mesi, questa volta ottenendo risultati più soddisfacenti.

Il film è volutamente povero di effetti speciali: l'unico è il mutamento nel colore degli occhi quando i bambini esercitano il loro potere telepatico. Ma è un effetto realizzato utilizzando la pellicola in negativo: la pellicola è in bianco e nero, e nel casting ci si era assicurati che i ragazzi avessero tutti gli occhi scuri, per poter avere un forte viraggio in bianco. Le inquadrature esterne utilizzano il grandangolo per rendere l'idillio della campagna inglese e gli interni, specie nella casa di Zellaby, sono ordinati e puliti. La profondità di campo è molto estesa, così che le scene sono nitide per grandi distanze e lasciano pochissimo spazio all'immaginazione. Tutto appare sotto la luce del sole e questo rende le situazioni più inquietanti, proprio per la contrapposizione al contesto ambientale.

Il trucco dei ragazzini è semplice, il loro aspetto è grazioso. Solo le acconciature date da parrucche e gli sguardi corrucciati danno quel senso di disagio che li rende inquietanti.

La ripresa è volutamente semplice, quasi da documentario, e anche la colonna sonora si mimetizza nelle situazioni. L'enigma si nasconde sotto il velo trasparente della semplicità.

Dopo un incipit molto ben riuscito, lo sviluppo successivo della trama è in realtà povero di colpi di scena, e fino alla fine pare che la situazione non si evolva. Nel finale si lascia intendere che i ragazzini muoiono insieme a Zellaby, nell'esplosione dell'edificio. Il film avrà un sequel nel 1963, con il film La stirpe dei dannati.

  • Voto: 8/10