
Un canto celestiale ci accompagna dentro uno spazio sospeso nel tempo. Lentamente emergono i contorni di una foresta che abbraccia un lago, mentre in mezzo al bianco vediamo due bambini giocare insieme immersi in un paesaggio ovattato. Sullo sfondo, un castello si staglia come un’ombra distante, la loro casa. La cornice idilliaca, intrisa di quiete e purezza, almeno fino a quando una bomba non esplode all’orizzonte, incrinando in un istante quella calma apparente.
Siamo negli anni in cui le atrocità della Seconda guerra mondiale attraversano l’Europa. I Lecter, famiglia benestante e rispettabile, si rifugiano in un casale immerso nella foresta per sfuggire alle bombe e agli attacchi di terra. La fragile normalità di questo rifugio crolla quando un manipolo di militari si presenta alla porta chiedendo acqua. Il signor Lecter acconsente, ma l’arrivo di un velivolo nemico trasforma la scena in un massacro. Una pioggia di proiettili abbatte uomini e donne e i genitori di Hannibal muoiono sotto gli occhi del figlio, che osserva dalla soglia stringendo a sé la sorellina Mischa.

Siamo agli inizi del Novecento in una grande casa immersa nel silenzio della notte. Tutto tace finché la quiete non viene rotta da una voce che canticchia una versione inquietante e strascicata di un brano classico, "Beautiful Dreamer", attirando il nipote della Signora Winchester fuori dalla sua camera attraverso gli intricati e oscuri corridoi della casa.
Ispirato a fatti realmente accaduti, La vedova Winchester è la storia di Sarah Winchester, moglie di William Wirt Winchester, capo della Winchester Repeating Arms Company, e dei bizzarri avvenimenti che si vocifera siano accaduti nella sua casa.
Nel 1884 Sarah Winchester, devastata dal lutto della sua unica figlia e del marito, si trasferisce in California, nella Santa Clara Valley, dove compra una proprietà che diventerà la futura Winchester Mystery House. La casa è come un grande set hollywoodiano, un luogo che continua a mutare secondo le richieste della Signora, in cui periodicamente appaiono e scompaiono nuove stanze.

Una ragazza a casa da sola messaggia con un'amica per invitarla a passare la serata insieme. Tutto sembra eccezionalmente normale, finché lo squillo di un telefono non crea una nuova e inquietante atmosfera.
Il suono ci dirotta verso ciò che i fan della saga conoscono bene: la voce minacciosa di Ghostface, iconica sia nella versione originale che in quella italiana (Carlo Valli). Per gli estimatori del lavoro di Wes Craven quella voce è paradossalmente rassicurante perché ci avvisa che sta per accadere qualcosa di terribile.
Nel 2022 c'è ancora un telefono fisso, sì. Un espediente necessario per introdurci istantaneamente in questo "requel", il quinto capitolo della serie slasher nata nel 1996 dalla penna di Kevin Williamson e resa celebre dal tocco unico di Wes Craven. Questo è il primo film della saga a non essere diretto dall'iconico regista, scomparso nel 2015.
Woodsboro, venticinque anni dopo gli omicidi che hanno siglato l'inizio della serie: un nuovo Ghostface emerge dalla quiete della cittadina americana.

Prima esperienza alla regia per lo sceneggiatore Evan Spiliotopoulos, che si cimenta in un horror religioso sulla scia dei classici del genere con un budget di circa dieci milioni di dollari. Spiliotopoulos ha firmato in passato la sceneggiatura di blockbuster come Il cacciatore e la regina di ghiaccio, La Bella e la Bestia e Charlie’s Angels, un'esperienza che però non sembra aver sfruttato appieno nella stesura de Il Sacro Male. Il film, tratto dal romanzo di James Herbert "Shrine", non ne conserva la progressione lenta e costante verso il caos, restituendo un’esperienza leggera e in definitva poco coinvolgente.
Gerry Fenn è un giornalista caduto in disgrazia per aver gonfiato le sue storie. Ora campa scrivendo articoli di cronaca nera, inventando dettagli pur di vendere qualche pezzo. Dopo una fragile contrattazione con il suo editore, viene spedito a Banfield, una sperduta cittadina del New England, per un servizio su un presunto massacro di bestiame. È lì che si imbatte in un vecchio albero vicino alla chiesa locale, legato a un oscuro episodio del passato. Sulla strada del ritorno, mentre cerca di lasciarsi il paese alle spalle, un evento inatteso lo riporta di fronte all’albero misterioso dove assiste a un fatto che cambierà tutto. La giovane Alice, sordomuta dalla nascita, sostiene di aver visto la Vergine Maria e, dopo l’apparizione, riacquista miracolosamente udito e voce.

Dopo dieci anni di un fidanzamento che continua a (ri)tardare nella concretizzazione del fatidico sì, Millie e Tim si ritrovano bloccati in un meccanismo di co-dipendenza reciproca, senza apparente via d'uscita. I due più che stare insieme sembrano cercare di evitarsi, pur senza avere il coraggio di ammetterselo reciprocamente. L'amore non è più un piacere ma un dovere, con troppi contro e nessun pro della vita di coppia.
I protagonisti di Together si sono appena trasferiti in una nuova casa di campagna, un luogo dove non conoscono nessuno. Lei comincia a insegnare nella scuola locale, lui continua a coltivare le sue ambizioni da musicista, mentre il loro legame si incrina sempre di più. Fino a quando, durante un'escursione nella vicina foresta, non cadono in una buca dove vengono a contatto con qualcosa di inquietante e misterioso. Da quel momento cominciano a sentirsi attratti letteralmente l'uno dall'altra, con i corpi che sembrano agire di testa loro: ma quello che poteva essere un potenziale ritorno di fiamma si trasforma in un fenomeno assai più spaventoso...
La svolta narrativa che trasforma Together, da dramma psicologico e romantico in body horror è improvvisa e grottesca: Millie e Tim scoprono di non potersi più separare fisicamente. Inizialmente si tratta di una sensazione di disagio, una crescente difficoltà nel distaccarsi l'uno dall'altra che agisce sulle menti sempre più annebbiate, ma ben presto il gioco diventa assai più serio e brutale quando la fusione si riversa anche sul lato fisico e corporeo. Pur senza arrivare a eccessi di violenza gore o grottesca - chi temeva esplosioni mostruose alla The Substance (2024) può stare relativamente tranquillo - il senso di inquietudine crescente, che delinea il sortilegio / maledizione alla quale i due amanti in crisi vengono sottoposti, raggiunge profondi livelli di tensione, giocata su più livelli.

Collet-Serra è un regista piuttosto affidabile che nella sua carriera ha diretto un po' di tutto, horror, action, thriller mostrando una buona tecnica e saper dirigere film comunque decorosi, godibili, eccezion fatta per gli scivoloni ottenuti con film fantasy, cinecomics dove il regista ha mostrato di non essere a proprio agio nel gestire i green screen, la cgi quindi con esiti scadenti per film come Jungle Cruise e Black Adam.
House Of Wax è il film d'esordio del regista, teoricamente rifacimento del film del '33 di Curtiz, che aveva già avuto un riadattamento nel '53 con il regista De Toth, in realtà l'opera di Collet-Serra non c'entra praticamente nulla con il capostipite.
E' infatti un horror abbastanza “tipico” degli anni 2000 che certamente segue le mode dei vari remake, reboot di horror storici, dove ci sono dinamiche da slasher e anche dove si insegue un po' quel filone di film di tortura modello Saw di James Wan.
Il gruppo di teenager protagonisti è composto da Carly, il fratello Nick, Wade che è il ragazzo di Carly, la coppia Blake e Paige e Dalton. Il gruppo si ritrova per andare a vedere una partita di football e decide di accamparsi la notte in mezzo al bosco per divertirsi con alcol e musica.
La mattina seguente scoprendo che la cinghia dell'auto è rotta, Wade e Carly decidono di recarsi nella città più vicina, quella di Ambrose dove i due si imbatteranno nel mistero di fondo, il museo delle cere e l'enigmatico personaggio di Vincent.
La tecnica di Collet-Serra si nota subito con il bel movimento di macchina che risale la cucina fino alla cerca che si riscalda sul fornello quindi il quadro disfunzionale della famiglia Sinclair dove la cera è subito in evidenza e la scelta di non mostrare i volti dei personaggi crea il mistero di base.
Il prologo è ambientato nel passato, nel 1974 e viene messo in mostra la differenza tra i due fratelli, uno molto tranquillo che mangia “educatamente” i cereali mentre l'altro pestifero che addirittura viene immobilizzato e legato alla sedia.
Se i ragazzi sono praticamente degli strumenti per creare scene di uccisioni, il mistero viene dato dai fratelli, da Vincent e Bo, dalla cittadina di Ambrose con le persone in cera.
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