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Uzumaki

By Tiziano Mercuri
Tiziano Mercuri
Visite: 535

uzumaki

  • Titolo: Uzumaki
  • Regia: Higuchinsky
  • Paese e anno di produzione: Giappone, 2000
  • Durata: 90 minuti

Tra la fine degli '90 e l'inizio del decennio 2000, il Giappone colpì fortemente il panorama cinematografico, su tutti quello horror, tramite l'ondata definita, per l'appunto, J-Horror.
Questo filone si contraddistingue per la forte tensione, la carica ansiogena che scaturisce allo spettatore, gli horror giapponesi del periodo non puntano allo spavento facili, non usano i jump scare, ma anzi spesso tramite overtake, inquadrature fisse, ombre riescono a creare inquadrature inquietanti che penetrano dentro lo spettatore.
Sono film che lavorano per sottrazione, non spiegano tutto per filo e per segno, sono ricchi di mistero e tramite simboli, dettagli parlano della società e di tematiche esistenziali.
Molto spesso la morte pervade questi film come fosse un virus, scatenando una catena di maledizioni perduranti, perenni, dove l'individuo è impossibilitato è uscire.
Hideo Nakata tramite il celebre Ringu e Dark Water, Takashi Shimizu con Ju-On e Kyoshi Kurosawa con film come Cure e Kairo, meglio conosciuto come Pulse, sono esempi imprescindibili di registi che con i loro film hanno dato il via al J-Horror alle sue tematiche, al suo stile e alle sue inquietudini che penetrano dentro lo spettatore creando terrore puro senza l'utilizzo di jump-scare e facili spaventi.

Uzumaki di Higuchinsky è liberamente tratto dal manga horror omonimo di Junji Ito, non ancora compiuto all'epoca, il film pur appartenendo al filone del J-Horror con tematiche e situazioni riconoscibile, come la scia di morte che pervade la narrazione, tramite una regia folle e surreale con immagini grottesche riesce a differenziarsi dagli altri titoli della stessa corrente cinematografica, diventando un unicum, un film affascinante, intriso di follia dove Higuchinsky tramite grandangoli, inquadrature sghembe, body-horror mette in scena un film imperdibile che all'inquietudine, all'ansia tipiche del J-Horror inserisce una vena totalmente surreale e grottesca, “corrompendo” i corpi degli individui e lo spazio-tempo dove la morte è una spirale perenne, infinita che proietta tutto e tutti verso l'oblio.

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Gritos En La Noche - The Awful Dr. Orlof

By Tiziano Mercuri
Tiziano Mercuri
Visite: 613

gritos en la noche

  • Titolo: Gritos En La Noche
  • Titolo internazionale: The Awful Dr. Orlof
  • Regia: Jess Franco
  • Paese e anno di produzione: Spagna e Francia, 1962
  • Durata: 90 minuti

Jess Franco è un nome conosciuto dagli appassionati dell'euro-horror, dell'exploitation, il regista ha avuto una carriera prolifica accettando e addentandosi anche in progetti a bassissimo budget con produzioni vacillanti ma comunque tra la sua vastissima filmografia si annoverano diversi, molti film dal forte fascino perché Franco, venuto a mancare nel 2023, aveva indubbiamente estro visivo e senso artistico.

Gritos En La Noche del 1962 è considerato l'effettivo vero primo horror del regista, un gotico in bianco e nero, solido, classico ma dove comunque Franco inserisce il suo tocco, è un film infatti che si rifà ai classici film Hammer ma anche all'espressionismo tedesco dove il regista inserisce dei tocchi sperimentali e mostrando nudità femminili, i seni scoperti, pone il film in modo anche anticonvenzionale rispetto ai gotici dell'epoca, specialmente se rapportato agli horror della Hammer.
Franco diventerà celebre per l'erotismo mescolato ad altri generi, quali l'horror, il thriller, prodotti grindhouse ed exploitation; già nel suo esordio a livello di film horror mostrava questo segno , da tenere in considerazione che in Spagna vigeva ancora la dittatura fascista di Francisco Franco, i film in Spagna erano censurato, dunque queste scelte, l'attrazione per l'eros inserito nei film (auto)costringeva il regista a farsi produrre i suoi film in altri stati.

La trama di Gritos En La Noche è molto simile, come base, a quella del bellissimo horror Les Yeux Sans Visage del 1960 diretto da Georges Franju, a dimostrazione di come Franco si sia ispirato agli horror europei del periodo e non a caso pare che lo stesso regista dopo aver visto The Brides of Dracula, prodotto Hammer, si sia convinto a dirigere un horror perché attrattivo verso il pubblico, quindi commercializzabile e allo stesso tempo dava l'opportunità di sperimentare.

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Smile 2

By Tiziano Mercuri
Tiziano Mercuri
Visite: 851

smile2

  • Titolo: Smile 2
  • Regia: Parker Finn
  • Paese e anno di produzione: Stati Uniti, 2024
  • Durata: 127 minuti

Lo sguardo che immortala il momento, l'immagine dove in un mondo sempre più social fatto di community, echo chamber dove l'elemento dell'idolo, vedere il fenomeno Taylor Swift e dunque dello "Swifties", il discorso sulla maledizione vista come virus che si trasmette tramite lo sguardo, la visione del momento della morte risulta un affresco della società moderna.

Smile 2 è il sequel del precedente film del 2022 con sempre Parker Finn alla regia che incentra il film sul personaggio di Skye Riley, pop-star di successo che si appresta al lancio del nuovo tour.

Nell'universo di Smile, esiste una maledizione dove la persona che vede l'individuo maledetto che si suicida mentre sorride prende a sua volta la maledizione e inizierà a vedere, avvertire presenze, con l'alterarsi della realtà distruggendo dunque la propria vita e quelle delle persone a cui sta intorno senza vie d'uscita se non quella di uccidere qualcuno passando così la maledizione a un testimone dell'evento.
A provocare le allucinazioni e il suicidio è un'entità demoniaca-mostruosa che prende il controllo della vittima.

Skye ha un passato controverso, abuso di alcol e droghe, ha causato la morte del fidanzato Paul tramite un incidente d'auto ma si appresta al rilancio tramite il nuovo tour con tantissimi fan al seguito. Sotto quest'aspetto ci si può leggere come i fan sostengono i loro idoli anche al di sopra degli scandali e proprio il come tali scandali facciano notizia aumentando lo stato di celebrites puntando sulla ribalta.
La pop-star però è fragile, interiormente è ancora distrutta da ciò che ha causato in precedenza, vive sotto il senso di colpo ma anche la paura e la pressione di deludere tutti quelli a cui tiene, che sia la madre, Elizabeth, la migliore amica, Gemma, con la quale non ha più contatti e lo staff.
Skye recandosi da un pusher, Lewis, vedrà questo suicidarsi con il sorriso il volto trasmettendole, dunque, la maledizione.
Da qui la protagonista vivrà un vero e proprio incubo, vedendo, immaginando persone che la perseguitano l'attaccano destabilizzando la mente mimandole la vita stessa.

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Twixt

By Tiziano Mercuri
Tiziano Mercuri
Visite: 707

twixt

  • Titolo: Twixt
  • Regia: Francis Ford Coppola
  • Paese e anno di produzione: Stati Uniti, 2011
  • Durata: 88 minuti

Tra Stephen King ed Edgar Allan Poe l'artista Francis Ford Coppola dirige un film molto personale che tramite il gotico, il surreale, la presenza di vampiri mette in scena un film dal forte lato artistico, con un notevole impatto visivo per fare un discorso personale proprio sull'arte, sulla produzione di questa dove inserendo elementi tipici di horror anche pop, famosi, sovverte le aspettative dello spettatore e la narrazione del film che risulta volutamente nebbiosa, senza linearità con una forte personalità autoriale.

Lo scrittore Hall Baltimore sta pubblicizzando il suo ultimo libro sulle streghe nel sobborgo di Swann Valley, cittadina periferica della California.
Hall scopre che a Swann Valley ci sono dei misteri, una vecchia storia di un serial killer, una ragazzina uccisa con un paletto infilzato sul petto presente nell'obitorio e dati i problemi familiare, l'essere al verde, cerca di trarre ispirazione da tali fatti e dai racconti dello sceriffo Bobby LaGrange, fan dello scrittore, per scrivere un nuovo libro horror anche se controvoglia.
Durante i sogni lo scrittore in scenari puramente gotici e in bianco e nero incontra Edgar Allan Poe e vive i tragici fatti del passato di Swann Valley quindi la storia del serial killer e l'incontro una ragazzina, Virginia, che sembra a tutti gli effetti una vampira.

Hall non vorrebbe più scrivere di streghe o di horror commerciali ma vorrebbe scrivere qualcosa di più personale e riflessivo ma la casa editrice non vuole finanziargli tale progetto, da lui vuole solo un certo tipo di horror generalista, non a caso lo scrittore è visto come un King di serie b.
Il regista Francis Ford Coppola si rivede per certi aspetti nel personaggio dello scrittore, in quanto nel cinema moderno riuscire a farsi produrre un film molto personale è difficile, le case produttrici vogliono andare sul sicuro con prodotti spesso generi e standardizzati senza personalità.

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El Retorno Del Hombre Lobo (Night Of The Werewolf)

By Tiziano Mercuri
Tiziano Mercuri
Visite: 753

el retorno del hombre lobo

  • Titolo: El Retorno Del Hombre Lobo
  • Titolo internazionale: Night Of The Werewolf
  • Regia: Paul Naschy
  • Paese e anno di produzione: Spagna, 1981
  • Durata: 92 minuti

Paul Naschy è un nome cult per molti appassionati dell'euro-horror, cioè gli horror di produzione europea, in quanto è stato il volto del lupo mannaro, l'hombre lobo in spagnolo, di molti film gotici di produzione spagnola spesso con budget modesti ma che comunque alcuni di loro riuscivano ad emanare un certo fascino.
El Retorno del Hombre Lobo è il remake de La Noche de Walpurgis, diretto da Kilmvosky, che è uno dei migliori film di Paul Naschy come attore del filone sul lupo mannaro.
Oltre che ad interpretare il licantropo Naschy dirige anche il film, stavolta anche con un budget maggiore, seppur non paragonabile a quello dei film statunitensi, mettendo un scena un film con atmosfere gotiche e fumettose che pur avendo la stessa storia del film di Kilmovsky riesce a differenziarsi portando uno stile più feroce e meno incentrato sull'aspetto lesbo-erotico e sulla tensione vampiresca del film originale.

Erika è una studiosa d'antichità, appassionata di esoterismo e affascinata dalla figura di Elizabeth Bathory, strega-vampira. Insieme a Karen e Barbara, entrambe amiche di Erika, tutte e tre le ragazze decidono di andare in Ungheria dato che è li chi si trova la tomba di Elizabeth Bathory che Erika vuole resuscitare.
Secoli prima la strega-vampira fu condannata a morte insieme ai suoi seguaci tra cui il licantropo Waldemar Danisny pugnalato con una croce d'argento.
Due uomini del luogo volendo impossessarsi della croce per poterla poi vendere, aprono la tomba del licantropo e rimuovendo la croce lo riporta in vita così come Erika tramite un rituale sanguinario riporterà in vita Elizabeth Bathory,
Erika ed Elizabeth vorranno dominare il mondo, vampirizzeranno altre ragazze mentre Waldemar soffre per la sua maledizione da licantropo, si innamorerà di Karen e al tempo stesso dovrà lottare sia contro la sua stessa maledizione che contro la strega-vampira Bathory.

Naschy già dal prologo metta in scena delle differenze con il film di Kilmovsky in quanto mostra la condanna a morte di Elizabet Bathory nel passato e l'esecuzione ai danni di Waldemar, con citazione alla Maschera del Demonio del grande Mario Bava.

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Les Raisins De La Mort - The Grapes of Death

By Tiziano Mercuri
Tiziano Mercuri
Visite: 667

Les raisins de la mort

  • Titolo: Les Raisins De La Mort
  • Titolo internazionale: The Grapes of Death
  • Regia: Jean Rollin
  • Paese e anno di produzione: Francia, 1978
  • Durata: 91 minuti

Il regista Jean Rollin è famoso per i suoi film sui vampiri, nelle sue opere sa donare fascino lavorando benissimo con le immagini.
Les Raisins De La Mort, meglio conosciuto con il titolo internazionale The Grapes of Death, non è un film sui vampiri ma un eco-horror, cioè un horror dove la natura è molto importante e che spesso si vendica delle azioni dell'uomo con gli zombie.
Il lato artistico di Rollin è fortemente presente quest'opera, il film è contornato fa una forte carica decadente e malinconica, il come il regista inquadra le zone rurali, le colline e il villaggio hanno una forza espressiva elevata dove si crea un affresco di morte, di carne in putrefazione con momenti di schizzi di sangue selvaggio tra sottotesti e messaggi socio-politici.

Gli zombie presenti nel villaggio che inseguono la protagonista Elisabeth richiamano il cinema di Romero, anche per le tematiche politiche, che insieme a  tutto il contesto da incubo, la narrazione astratta che avanza per immagini e la discesa verso la follia rimanda anche al cinema del maestro Lucio Fulci.

Elisabeth è in viaggio in treno per raggiungere il suo fidanzato Micheal, proprietario del vigneto di Roublès, ma assalita da Brigitte, ragazza che ha conosciuto in treno e che ora sembra essere uno zombie, riesce a fuggire e inizia il suo percorso tra le zone rurali della campagna francese desolate che scoprirà essere piene di zombie, dove tutto ha la sensazione di morte.
L'intento della protagonista è chiaramente quello di sopravvivere e di riuscire a raggiungere il vigneto di Michel.

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