Niente di più stridente, in apparenza, del confronto tra lui e gli abitanti di Sleepy Hollow, in particolare i suoi personaggi di spicco: il ricco Baltus Van Tassel, il reverendo Steenwyck, il dottor Thomas Lancaster, il notaio Hardenbruck e il magistrato Philipse. Da loro, riuniti in privato nel salottino del padrone di casa, Crane impara la leggenda del Cavaliere senza testa. Era un mercenario assiano, morto 20 anni prima, e noto per la sua brutale crudeltà. Infatti, era solito mozzare le teste agli avversari e si era persino limato i denti per apparire più spaventoso. Come in un contrappasso, quando fu ucciso in un'imboscata, fu decapitato e la sua testa sepolta con lui nel bosco. I notabili sono certi che sia lui il misterioso assassino, risvegliatosi dopo 20 anni e deciso a placare la propria sete di vendetta sugli inermi cittadini di Sleepy Hollow.
Inutile dire che il razionale investigatore di città non crede a una sola parola di quegli uomini. E il mattino successivo inizia a indagare su una vittima nuova di zecca, che la sorte, un uomo o un fantasma che sia, gli hanno offerto come regalo di benvenuto. Anche lui, però, nasconde un lato oscuro, che verrà messo a dura prova dal confronto con questa serie di delitti inquietanti e apparentemente innaturali.
Da subito, il giovane non convince. I suoi strumenti stravaganti, alcuni dei quali di sua invenzione, i suoi modi, le sue deduzioni, il suo ostinato credere che ci sia una spiegazione razionale per tutto e che “La verità non è sempre ciò che appare”, incontrano la diffidenza dei notabili del paese, che non perdono occasione per scrutarlo mentre lavora, con aria tra il curioso e il titubante.
Gli unici a volerlo aiutare davvero sono il giovane Masbath, figlio della quarta vittima, e la bella Katrina Van Tassel (Christina Ricci) che da subito dimostra di essere attratta da Crane.
Katrina è una ragazza dal fare misterioso. Sfidando la granitica fede nella scienza del giovane investigatore, non gli fa mistero di credere nella magia e negli incantesimi. Come la donna dei sogni di Ichabod, in cui il giovane rivive la propria infanzia dolorosa. Sua madre infatti, era una “figlia della natura”, una strega benefica che il marito, un reverendo fanatico e superstizioso, aveva torturato a morte. Per questo Crane mostra avversione verso ogni forma di superstizione e si rifugia tra le braccia rassicuranti della razionalità. Ma questa volta dovrà riconoscere di non poter spiegare tutto. La verità non è sempre ciò che appare e la realtà spesso nasconde lati insondabili con i quali, prima o poi, si devono fare i conti.
Ben presto infatti, per averlo incontrato e visto all'opera, Crane dovrà ammettere l'esistenza dell'assassino soprannaturale, e dirigere le sue indagini non tanto sul chi sia il misterioso mozzatore di teste, quanto sul perché uccida, e chi lo evochi dai morti. Appare infatti evidente che il Cavaliere, a ogni sortita, si dirige con sicurezza da qualcuno, come agisse su commissione. Il colpevole e il movente vanno cercati quindi non nell'oltretomba, ma nel mondo dei vivi. Non nelle leggende, quanto nella realtà concreta. Crane indaga sull'identità dei morti e riesce a svelare il legame che li unisce ai notabili del villaggio, in una storia che il perbenismo ipocrita di una piccola comunità protestante non può lasciare trasparire. Una questione scabrosa di relazioni clandestine ed eredità contese, di ricatti e segreti da proteggere a ogni costo.
Il filo della morte pare stia obbedendo alla logica di Crane e uno alla volta, uccisi dal Cavaliere o vittime della paura, iniziano a cadere i protagonisti della storia. Ma quando ormai crede che la vicenda sia giunta alla soluzione e di poter tornare a New York, Crane si rende conto ancora una volta che la verità non è ciò che appare, e che il Cavaliere ha un altro e ben più pericoloso mandante...
Il film, plurinominato e pluripremiato, è liberamente ispirato a un racconto dello scrittore statunitense Washington Irving (1783-1859) che tra l'altro, fu sepolto proprio a Sleepy Hollow. Il soggetto del film trae spunto solo in minima parte dal racconto, interpretando e trasformando i personaggi e le vicende per veicolare un messaggio originale. Nel film infatti si analizza il rapporto tra ragione e superstizione, tra scienza e magia. Grazie al movimento illuminista, la fine del Settecento vide proprio questo passaggio, nei tribunali, dai metodi della Santa Inquisizione, a una vera e propria scienza forense. E il film, forse non a caso, è uscito nel 1999, esattamente due secoli dopo gli eventi narrati e in un momento in cui una nuova esigenza di spiritualità si è fatta strada attraverso le maglie di una fin troppo rigido scientismo. Il messaggio del film pare essere che la giusta via stia nel mezzo.
Con la regia di Tim Burton, troviamo di nuovo un bravissimo Johnny Depp nei panni dell'investigatore Ichabod Crane, insieme a una affascinante Christina Ricci (che abbiamo incontrato nei panni di Mercoledì nell'edizione del 1991 de La Famiglia Addams). Le musiche sono del bravisimo Danny Elfman, già collaboratore di Burton nella colonna sonora di Edward Mani di Forbice.
Una nota particolare infine, vorrei dedicarla alla magistrale fotografia e all'ambiente, protagonista nel rafforzare le sensazioni, già forti, del film. Basata su frequenti inquadrature dal basso, una gamma di colori scarna, illuminazioni bluastre, forti contrasti tra luci e ombre, e un grandissimo ricorso al controluce e alle figure in silhouettes. Il bosco novembrino, intorno al villaggio, mostra i rami contorti e scarnificati degli alberi, ma manca la vivace allegria dei colori tipici della stagione. Solo nei sogni, le apparizioni felici della madre di Crane si vestono di tonalità pastello, e solamente al termine della storia il paesaggio autunnale torna ad ammaliare coi suoi colori vivaci. Quando il mistero è risolto e la natura torna a essere benevola e rassicurante.
- Voto: 9,5/10

