E’ infatti grazie alla forte brama di nuove sensazioni che il protagonista Frank Cotton ottiene in un non meglio precisato paese del Medio Oriente (nel romanzo era la più prosaica tedesca Düsseldorf) una scatola dorata che gli aprirà - è proprio il caso di dirlo - gli occhi sul piacere definitivo. Richiamerà infatti da una dimensione parallela alla nostra i Cenobiti, esseri a loro volta vittime di oscene torture e che donano dolori finemente elaborati così profondi da raggiungere il piacere e metaforicamente l’orgasmo. Questi erano una volta umani come lui.
A capo vi è uno dei volti più famosi del genere: Pinhead (nome che Barker odia, ma che è rimasto nella storia del cinema), ovvero l’ufficiale inglese Elliott Spencer della Prima guerra mondiale. In India nel 1921, stanco della vita e della guerra, scoprì la Configurazione del lamento detta anche scatola di Lemarchand (dal nome del suo creatore), un complicato sistema cubico a incastri che apre e chiude le porte dell’inferno al suono di una campana a morto.
Dopo una serie di torture indicibili, Pinhead diverrà capo di un gruppo di Cenobiti detto Ordine dello Squarcio ed è innegabile che il suo look prenda e dia a piene mani dal/al vestiario gotico per eccellenza: lunghi mantelli di pelle nera, scarponi pesanti altrettanto scuri, catene, lame, sangue ed epidermide cerea. Agguanteranno Cotton anima e corpo e in eterno lo faranno a pezzi, ma lui riesce a fuggire, casualmente aiutato dal sangue di suo fratello Larry che si taglia mentre mette a posto la casa di famiglia in cui Cotton è morto e dove giace il suo corpo o quel che ne resta. Frank tornerà e riconosciuto da Julia, moglie di suo fratello ma amante di lui, verrà aiutato a succhiare fluidi dai corpi di varie vittime, ultima delle quali suo fratello stesso. A questo punto sarà Kirsty, figlia di Larry (nel romanzo però amica infatuata di lui che invece si chiama Rory: curiosi cambiamenti), a scoprire tutta la situazione, richiamare i Cenobiti e fare un patto con loro per vendicarsi dando in cambio l’anima di Frank al posto della propria.
Un film dagli effetti speciali grotteschi ma efficaci, battute taglienti, atmosfere oscure e oniriche, una visione interessante di come l’inferno non sia altro che la nostra mente cioè un labirinto di contraddizioni e di come la morte non sia la fine di tutto, ma la finalità catartica della vita.
I Cenobiti o Supplizianti non distinguono tra bene e male o tra dolore e piacere, ma piuttosto tra conoscenza e ignoranza. Lo stesso Barker, nelle innumerevoli serie a fumetti scaturite in seguito da questo film, spiegherà tra le vignette che tramite il dolore è possibile conoscere tutto il cosmo e quindi va affrontato e domato per vivere veramente, che la vita non è altro che una serie ininterrotta di dolore e la reazione ad esso è fondamentale. Concezione basata appunto sulla vita di Barker stesso, omosessuale dichiarato sin da inizio carriera nonché studioso di magia di lunga data.
Un altro filo che lega questa opera alla cultura Goth è la colonna sonora. Se quella ufficiale (perché scelta dai produttori) fu creata dall’americano Christopher Young, Barker chiese invece al duo britannico Coil di comporre delle musiche adatte al film. Questi lo fecero ma non furono mai utilizzate. Saranno pubblicate infatti nel 1987 col titolo The unreleased themes for Hellraiser.
Questo film e ancora più il romanzo pongono una domanda e danno una risposta (da trovare): vivere veramente oppure no?
- Voto: 8/10

