La stirpe dei dannati

  • Titolo: La stirpe dei dannati
  • Regia: Anton Leader
  • Produzione: Metro-Goldwyn-Mayer
  • Paese e anno: Regno Unito, 1963
  • Durata: 90 minuti

«Sono un'improvvisa e inesplicabile mutazione dei geni. E nessuno sa come e perché ciò avvenga. Per questo li chiamiamo scherzi biologici.» Chi parla, nel suo laboratorio, è il dottor David Neville, genetista dell'Università di Londra. Ma è possibile che uno di questi “scherzi biologici” si replichino ben sei volte, nel mondo, nello stesso momento? Sarebbe come vincere sei volte al totocalcio, con la stessa identica schedina, continua. È proprio questo l'enigma che si pone davanti ai protagonisti del film La stirpe dei dannati (1963), ideale sequel della più celebre pellicola Il villaggio dei dannati (1960), ma che di fatto, non presenta nessuno dei personaggi del primo film.

Le due trame hanno in comune solo la presenza di alcuni bambini intellettivamente molto dotati, capaci di leggere nel pensiero e di influenzare le azioni altrui, legati tra loro da un rapporto simbiotico incredibile: quello che vede o sente uno di loro, lo vedono e sentono tutti, quello che succede a uno di loro, lo vengono a sapere tutti. Tutti sono figli di madri non sposate, nati e cresciuti senza un padre. Per il resto, le due storie possono dirsi del tutto indipendenti tra loro, così come le tematiche poste in essere, che sono completamente differenti.

Ma facciamo un passo indietro, all'inizio della storia...

Il dottor David Neville, docente di genetica all'università di Londra, e lo psicologo colonnello Tom Llenellyn stanno effettuando una serie di test di intelligenza nelle scuole del Regno Unito. L'iniziativa è promossa dalle Nazioni Unite, e si svolge contemporaneamente in tutti gli stati del mondo. Tra i partecipanti, in una scuola di Londra, un ragazzino spicca per un'intelligenza superiore. Il suo aspetto non rivela nulla. Non ha niente di straordinario: potrebbe avere circa dieci anni, caschetto biondo, occhi scuri e penetranti, modi riservati. Il suo nome è Paul Loran.

Colpiti dalle capacità eccezionali del bambino, i due studiosi pensano opportuno parlare con i genitori, scoprono così che il bambino vive con una madre single in un piccolo appartamento di un quartiere popolare.

L'accoglienza della madre di Paul non è delle più gioviali. Rifiuta non solo di sottoporsi a qualsiasi test, ma anche di fornire notizie sul padre del bambino. Ma una volta usciti i due estranei, rivela a Paul di non aver alcuna intenzione di proteggerlo da quei ricercatori, che crede appartenere ai servizi segreti. Gli dice di odiarlo e di volerlo veder soffrire quanto ha sofferto lei. Dopo poco tempo però, la vediamo girovagare per la strada con gli occhi persi e finire investita da una vettura; l'incidente la conduce in ospedale con fratture multiple.

Saputo che il piccolo Paul è rimasto solo in casa, i due ricercatori si recano di nuovo all'appartamento della signora Loran per mettere in salvo il bambino; qui trovano la giovane Susan Eliot, zia di Paul. Che vive a Nottingham, con la madre. E quel giorno, uno strano presentimento l'ha portata nella capitale, poco prima di ricevere la telefonata dall'ospedale che annuncia il ricovero della sorella. Paul sta già dormendo e la zia si sta occupando di lui. Poiché i suoi modi sono più cortesi di quelli della sorella, nessuna occasione pare migliore per invitare i due nello studio del dottor Neville dove li aspetta il signor Harib, rappresentante inviato delle Nazioni Unite, giunto da Parigi per conoscere Paul. La ragazza accetta e il giorno seguente accompagna il nipote.

Nel laboratorio di genetica, Harib confida ai due che i test compiuti in tutto il mondo hanno trovato altri cinque bambini, in vari paesi, dotati della stessa intelligenza di Paul, e cosa ancora più rara, hanno la stessa sua età. Siccome uno di loro, originario di Calcutta, si trova presso l'ambasciata indiana a Londra, Harib ha pensato bene di chiedere a tutti i paesi interessati di far arrivare i loro bambini alle rispettive ambasciate nella capitale, per poter procedere a nuove batterie di test.

Dei bambini però si stanno interessando anche i servizi segreti inglesi. E se ne occupa una vecchia conoscenza di Llewellyn, Colin Webster, che all'insaputa del colonnello riesce a farsi firmare dalla madre l'autorizzazione a prendere in custodia il figlio, per poi presentarsi a casa Loran, un mattino presto, per dare atto al suo intento.

Intuendo i gli accadimenti, Paul decide di condizionare mentalmente la zia e chiedere aiuto, per mezzo di lei, a Llewellyn e Neville. Quindi, dopo aver creato un diversivo per distrarre i presenti, riesce a scappare. Il suo scopo è riunire tutti i bambini, passando dalle diverse ambasciate. Trovatisi tutti insieme, i sei bambini trovano rifugio in una chiesa sconsacrata, dove saranno ben presto raggiunti da Susan, la zia di Paul.

Dopo un primo momento di difficoltà, la giovane riesce ad avere un contatto privilegiato con i bambini. Ne capisce il linguaggio, ne comprende le paure e i sentimenti, e se ne fa presto portavoce. Come se un legame speciale la unisse a loro. Come se fosse una di loro, al contempo senza esserlo.

Nella chiesa poi, i bambini organizzano la difesa, costruiscono un concentratore di energia nucleare partendo dai raggi solari, e arrivano anche a uccidere due degli inseguitori, inducendoli a spararsi tra loro. Questo basta per farli definire pericolosi e convincere Webster e Llewellyn a volerli eliminare. Il loro potere infatti, la loro capacità e la loro intelligenza, imbarazzano i rispettivi stati di appartenenza, ponendo il problema di come gestire una tanto rara eccezionalità.

Visto ciò che è successo quando questi ragazzini hanno messo insieme i loro poteri, c'è da chiedersi che succederebbe se uno stato li rapisse tutti insieme. Come cambierebbero gli equilibri di forza tra le nazioni? Ancora, i bambini sono in comunicazione telepatica tra loro. Se restassero separati, potrebbero essere uno strumento di spionaggio tra stati, una finestra aperta sui propri a altrui progetti segreti. Sarebbe uno spreco non utilizzare le loro potenzialità, al contempo, il loro sfruttamento porrebbe problematiche.

Che fare di questi bambini? Come considerare le loro azioni? Dalla loro parte c'è non solo Susan, ma anche lo psicologo, Llewellyn. I bambini hanno paura e si difendono, per questo diventano anche aggressivi. È giusto ucciderli senza ascoltarli? Perché considerarli pericolosi? Perché non approfittare invece delle loro doti per pacificare le nazioni e creare una fratellanza universale?

E ancora, chi sono questi bambini? Sono umani? Appartengono a una razza superiore? Cosa succederebbe se avessero a loro volta dei figli? Cosa c'è in ballo? Sono una minaccia o una risorsa?

Rispetto a Il villaggio dei dannati, questo secondo film approfondisce interrogativi etici che nel primo film vengono solamente sfiorati. E hanno a che fare con il tema del diverso, ma non solo. Rispetto al primo film, la trama è molto più complessa e contiene svolte e colpi di scena. Anche la tecnica narrativa è molto differente: l'ambientazione cittadina, le scenografie cariche di oggetti e soffocanti, il ruolo più invadente della colonna sonora, rendono più forte l'impatto emotivo.

Le tematiche più impegnate sono forse legate allo sviluppo della guerra fredda, che tra il 1960 e il 1963 vide avvenimenti molto carichi di significato. Con la corsa agli armamenti in pieno sviluppo, la crisi di Cuba (1962) aveva visto il rischio concreto che il fragile equilibrio tra il blocco sovietico e quello occidentale si rompesse e scoppiasse la tanto temuta guerra nucleare.

Rispetto a Il villaggio dei dannati, anche la caratterizzazione dei bambini è diversa. Non le folcloristiche parrucche bionde, non l'uniformità nell'aspetto del primo film, che richiamava alla memoria i bambini della propaganda nazista. Ma sei ragazzini che nessun trucco differenzia in maniera artificiosa da coetanei “normali”. I loro tratti somatici ben caratterizzati e il diverso il colore della pelle li colloca nelle rispettive nazioni di appartenenza, e la loro unione non ha il sapore di una combriccola di alieni, assomiglia più a un gruppo multiculturale. I loro comportamenti stridono fortemente con il comportamento degli adulti. I bambini si uniscono e si aiutano. Gli adulti si dividono e si combattono, cercando di utilizzare le doti dei ragazzini come arma.

Tutte queste tematiche si svolgono insieme alla trama, che fonde insieme più generi, fino al finale, decisamente a sorpresa che non voglio rivelare. Buona visione...

  • Voto: 8,5/10