
Artista: Double Eyelid
Titolo: Dead is Better
Generi: Gothic\New Wave\Post-Punk\
Deathrock\Glam\Futuristic Cabaret.
Data di uscita: 19 Giugno 2012
Recensione EP:
Piacevolmente sorpreso da questa band, suono particolare, curato e molto ricercato da questa band che viene da Toronto.
A dirla tutta l'EP di Dead is Better è un po' scarno per poterlo giudicare e farsi un'idea piena della band, ma quello messo in campo è particolarmente interessante.
L'EP si sviluppa principalmente in due brani "Dead is Better" e "Spiritual Cramp" e una radio edit del singolo che ne da il nome.
Dead is better racchiude in se lo spirito della band, ritmica constante e martellante, riff dissonanti di chitarra portati da Karl Mohr con un senso logico che li rendono piacevoli all'ascolto, tastiere molto presenti con un eccellente multi layer sonoro studiato da Benjamin Mueller e per finire una voce che accarezza l'udito, ben amalgamata con il genere, a tratti con linee melodiche particolarmente accattivanti specialmente sul ritornello che raggiunge lo scopo di rimanerti dentro e far ricordare il brano a lungo. Trovare un neo al brano è abbastanza difficile ma si potrebbe mettere in conto che un brano con queste tipologie stilistiche dovrebbe essere un pochino più breve ma diciamo che è un difetto da cercare forzatamente.

Artista: Sinezamia
Titolo: La Fuga
Genere: Rock/Dark/New wave/Post punk
Data di uscita: 9 marzo 2012
Etichetta: Autoprodotto
Recensione Album:
L'avventura artistica della band mantovana dei Sinezamia, capeggiata dal frontman Marco Grazzi, inizia nel maggio del 2004, presentando al pubblico italiano interessanti contaminazioni musicali, dove il puro rock nostrano, attraverso oscure tonalità cangianti, assume una pelle completamente nuova, dando voce sonoro-strumentale ai generi dark, new wave e post punk, in un'esplosione di accattivanti sinergie cosmiche. Influenzati da gruppi ormai immortali come Litfiba, Diaframma, Neon, White Lies, Black Sabbath e The Cure, i Sinezamia non hanno certo perso tempo, affinando tecnica e creatività con il promettente avvio della loro carriera intitolato Fronde (2007). L'Ep, caratterizzato da sette tracce decisamente originali, fuse nella perfetta unione tra rock cupo, dark wave e lyrics colme di profondi significati, segna uno dei primi successi di questi cinque ragazzi lombardi, seguito a ruota dall'inserimento del loro nome all'interno del libro "Music for to die" di Mick Mercer, e da un tour promozionale che li tiene impegnati per tutto il 2008.

Artista: Dirty Danzig
Titolo: Horror Vibes From Nowhere
Genere: Horror\Punk\Rock
Data di uscita: Maggio 2012
Etichetta: Autoprodotto
Recensione:
i Dirty Danzig sono un trio Horror Punk capitanato dalle belle sorelle Deth, Dove possiamo trovare Christina Deth alla Chitarra e Voce, Kellen Deth al Basso e Markus Carpenter alla Batteria. di Origini Marchigiane traggono ispirazione dai famosi Misfits e dal panorama Horror. Nati la notte di Halloween del 2010 i loro testi parlano di temi ironicamente orrorifici. Recentemente hanno rilasciato il loro primo demo di inediti "Horror Vibes From Nowhere". La band ci trasporta prima nel sound di "Voodoo Death" che inizia con un coro Voodoo e una voce anni 30 è il pezzo appare molto carico, ottima tutta la composizione musicale. il testo è ambientato in un luogo di antichi rituali e morti viventi in una antica e misteriosa isola, dove avvengono balli voodoo e tutto è ambientato in tema tipicamente horror.

Artista: Dievanity
Titolo: Ordinary Death Of Something Beautiful
Genere: Gothic Rock/Modern Metal
Data di uscita: 22/06/2012
Etichetta: Logic(il)logic Records/Andromeda Dischi
Recensione album:
Tutto ha inizio nel 2006, anno di nascita dei Dievanity, una gothic rock band di Torino, formata dal cantante Federico Cardinale e dal chitarrista Andrea Machetta. A costoro, nel 2009, si aggiungono poi il batterista Anselmo Zoccali, il chitarrista ritmico Fabrizio Di Munno e il bassista Andrea Traversa. Ecco che nell'aprile del 2010, il gruppo musicale dei Dievanity è ufficialmente pronto per dare alla luce il suo primo lavoro, un ep intitolato Object In Mirror Are Closer Than They Appear, registrato negli studi Imagina Production, con il prezioso aiuto di Alessandro Ciola. I cinque ragazzi si fanno presto notare, per uno stile allo stesso tempo graffiante, rappresentato da potenti riff chitarristici, e melodico, riuscendo ad ottenere pareri a dir poco entusiastici nel mondo della critica musicale e del business discografico.

Artista: Model Kaos
Titolo: Ghost Market
Genere: Gothic/E.B.M/Rock/Synth Pop
Data di uscita: 25 Maggio 2012
Etichetta: Danse Macabre Records
Recensione Album:
L'album inizia con l'atmosfera lugubre e misteriosa di "Ghost Market" canzone dalle ambientazioni dark e con quel bel ritmo che fa ricordare le band goth anni 80, e la voce di alex contribuisce ad arricchire il tutto. proseguiamo con "Love is Murderous" e rimango rapito da questa canzone che ti trasporta in un sound cosi ben concepito che difficilmente si scorda, l'instancabile batteria di kevin dal ritmo brioso e la gran cassa cupa che io personalmente adoro, la voce di Alex cosi corposa e allo stesso tempo sognante, il sound elettronico con le atmosfere cupe a quei riff di chitarra rendono il tutto una canzone di successo al primo ascolto. Passando con "The More" singolo Inedito Disponibile nella nostra compilation "Dark Emotions (Compilation VOL.01)" Con la grande collaborazione di "Danse Macabre Records". la canzone rispecchia le caratteristiche basilari della canzone precendente, ma questa volta presenta un ritornello orecchiabile che difficilmente si scorda, in questa canzone a farla da padrone c'è la voce di Alex sempre cosi profonda e sognatrice.

Artista: Sidhe
Titolo: She is a Witch
Genere: Pagan/Gothic/Doom/Rock
Data di uscita: Maggio 2012
Recensione Album:
i Sidhe mi hanno piacevolmente colpito, fin dall'ascolto del primo pezzo. con "The Wheel of The Year" rimango colpito dalla potenza del pezzo, alla fine i giri non sono tecnicamente evoluti, ma funzionano! Un bridge melodico con più voci dopo il primo ascolto era già entrato di prepotenza nella mia mente e non se ne va più.
"Goddess Song" è il pezzo che in questa settimana ho usurato di più. Molto valida la ricerca della linea vocale nell'apertura, e potentissime chitarre ben mixate ad accordature non facili. Qui il ritornello mi ha fatto lo stesso effetto del bridge della prima canzone, entra, è diretto e semplice.
Pagina 23 di 27