
Artista: The Cult
Titolo: Love
Genere: Gothic rock/Post punk/Rock psichedelico/Hard rock
Data di uscita: maggio 1985
Etichetta: Beggars Banquet Records
Recensione Album:
I The Cult sono un gruppo musicale gothic rock inglese, fondato nel 1983 da Ian Astbury proveniente dalla band dei Southern Death Cult, e Billy Duffy ex militante dei Theatre of Hate. Tra i loro maggiori successi figurano sicuramente i primi due album intitolati Dreamtime (1984) e Love (1985), che è stato orgogliosamento scelto per questa recensione, Electric (1987) e Sonic Temple (1989), anche se con questi ultimi però, il gruppo ha decisamente virato verso l'hard rock più classico, ispirato a band degli anni '70 come AC/DC e Led Zeppelin.
Ammirando l'originalità della copertina di Love, caratterizzata da colori scuri ed esoteriche raffigurazioni legate alla millenaria e affascinante cultura degli indiani d'America, autentica e forte passione di Ian Astbury, e ascoltando le 12 tracce di quest'album, distribuito in più di 30 nazioni e con una vendita di due milioni e mezzo di copie, ciò che traspare è prima di tutto la notevole carica energica che scaturisce da ogni singolo pezzo, un ritmo e un sound unici che coinvolgono totalmente anima e corpo.

Artista: The Mission
Titolo: Carved in Sand
Genere: Gothic rock
Anno di uscita: 1990
Etichetta: Universal Distribution
Recensione Album:
I The Mission sono una gothic rock band inglese, fondata nel 1985 da Wayne Hussey e Craig Adams, ex componenti dello storico gruppo musicale dei Sisters of Mercy. Di loro ci rimangono vere e proprie pietre miliari del genere, come il primo album dal titolo Gods Own Medicine, pubblicato nel corso del 1986, con i singoli Severina e Wasteland, il successivo Children del 1988, che ha meritatamente ottenuto il 2° posto nella classifica britannica, con al suo interno Beyond the Pale, Carved in Sand del 1990, di cui presto parleremo, e AurA del 2001, con Evangeline e Shine like the Stars.
Nel corso della loro carriera e nonostante gli straordinari successi ottenuti, dati da un sound romantico ed energico allo stesso tempo, i The Mission sono stati protagonisti di parecchie defezioni da parte di alcuni componenti della formazione, come il chitarrista Simon Hinkler, lo stesso bassista Craig Adams e il batterista Mick Brown, ma il leader Wayne Hussey da buon capitano di ventura, non ha mai abbandonato la propria nave, credendo sempre in nuovi interessanti progetti e noi con lui, certi di un suo felice ritorno sulle scene, dal momento che l'ultimo album della band dal titolo God is a Bullet, risale al 2007.

Artista: The 69 Eyes
Titolo: Back in Blood
Genere: Gothic Rock
Data di uscita: agosto/settembre 2009
Etichetta: Nuclear Blast, The End Records, EMI
Recensione Album:
Formata nei lontani anni '90 ad Helsinki (Finlandia), i The 69 Eyes sono presto diventati un fenomeno di culto, per tutti coloro che amano le sonorità avvolgenti e malinconiche del goth, associate ad un rock decisamente più aggressivo ed elettrizzante. Capitanati dal sensuale e carismatico leader Jyrki Linnankivi, in arte "Jyrki 69", i The 69 Eyes devono la loro meritata fama ad album come Wasting the Dawn (1999), Blessed Be (2000), con lo splendido singolo "Gothic Girl", Devils (2004), con "Lost Boys" e Angels (2007) con "Never Say Die" e "Perfect Skin".
Nel 2009 invece, per la gioia degli innumerevoli fans, arriva sul mercato discografico il loro nuovo ed interessante lavoro dal titolo Back in Blood, che ad un primo ed attento ascolto non delude alcuna aspettativa, essendo caratterizzato da diversi pezzi musicali ben congegnati e davvero convincenti.

Artista: A. S. Hereb
Titolo: V.I.T.R.I.O.L
Genere: Electro, Ambient, IDM
Data di uscita: Agosto 2011
Acquista: iTunes, Amazon, eMusic.
Recensione Album:
Gli A. S. Hereb sono una band formata da un'unico componente che lasciandosi alle sue emozioni davanti al suo sequencer, si lascia andare componendo musica traccia dopo traccia in un catartico processo misterioso.
In Vitriol nella prima canzone "Caput Corvi" adotta un sound misto tra il soave con tanto di pianoforte e una base di sottofondo un po inquietante con tanto di battiti classici dei film d'azione ricreando una ambientazione unica. nella seconda canzone "Cauda Pavonis" invece possiamo sentire un sound un po tra il genere futuristico e il fantastico.

Artista: Blutengel
Titolo: Tränenherz
Genere: Gothic, EBM, Industrial, Electronic
Data di uscita: 7 marzo 2011
Etichetta: Out Of Line
Recensione Album:
2 anni dopo l'uscita del loro ultimo album in studio, "Schwarzes Eis", i Blutengel sono tornati con la loro ultima release "Tranenherz". Ancora una volta l'album viene presentato in una varietà di edizioni che vanno da quella standard di rilascio del disco ad una scatola molto limitata, 3 cd invece per il set completo con il libro. La Presentazione e L'Esclusività sono da sempre qualcosa della massima importanza per i Blutengel. Dopo essere stati preceduti dal singolo "Reich mir die Hand" un mese prima, i Blutengel sono ritornati alle proprie radici. Con il loro sound fuso tra un'ampio insieme di generi che hanno creato un sound che li lascia nel centro di un triangolo amoroso tra goth, synthpop ed EBM. Ciò li lascia con un sound davvero unico che, nonostante una lunga storia ben pochi hanno tentato di copiare da allora.

Artista: Gothminister
Titolo: Anima Inferna
Genere: Gothic Metal / Industrial Metal
Data di uscita: 25 marzo 2011
Etichetta: Danse Macabre
Recensione Album:
i norvegesi Gothminister sono nati intorno al 1999 e sono diventati popolari soprattutto in germania. Dopo un cambiamento interno e dopo tre album, i loro fan e ascoltatori possono finalmente ascoltare il loro nuovo album 'Anima Inferna'. i gothminister nel tempo hanno saputo affinare la loro tecnica e produrre album sempre migliori uno dopo l'altro che promettono di essere nient'altro che sempre piu infernali.
I Gothminister ci portano prima a 'Stonehenge'. Questa canzone inizia come splendidamente sinistra con le chitarre implacabili e la inimitabile, minacciosa e cavernosa voce di alexander, rivolgendosi da una parte in modo maestoso ed epico e dall'altra (dove è anche possibile ascoltare una voce femminile del coro ammorbidire la canzone e la creazione di un ulteriore livello per l'atmosfera) - rende l'idea di Stonehenge per sembrare più tridimensionale. Liar 'Bugiardo' la seconda canzone la troviamo anche in versione remixata alla fine. potremmo sentire un'insieme di battiti superbi, riff di chitarra spietati, dal loro lato Industrial Metal.
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