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M.O.D.: Singolo Es La Hora Electronica Recensione

By Selene
Selene
Visite: 2125

Artista: M.O.D.
Titolo:
Es La Hora Electronica
Genere:
Dark Electro/Ebm/Electro/industrial/Electro punk
Data di uscita:
25 ottobre 2011
Etichetta:
MGMT Records
Shop: Cd baby

Recensione Singolo:

I M.O.D. sono un duo italiano di genere electro dark e punk sperimentale, nato alla fine del 2008 e formato dagli artisti e musicisti Maryhell (voce) e Vhelena (strumenti). Il loro nome è l'acronimo di Maryhell Oxygen Destroyer, in onore del film "Godzilla" del 1954, in cui veniva impiegata la sostanza sopra citata, per uccidere il mostro e purtroppo anche tutta l'umanità. Il loro sound è allo stesso tempo dolce e aggressivo, grazie al perfetto connubio tra le parti cantate e quelle ritmico-compositive. Le tematiche trattate nei testi delle loro canzoni, riguardano l'epoca in cui viviamo e soprattutto l'aperta critica verso una società, che limita fortemente la libertà individuale delle persone, costrette a portare una maschera che cela la loro vera ed autentica natura.

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Joy Division: Unknown Pleasures Recensione

By Selene
Selene
Visite: 3884

Artista: Joy Division
Titolo:
Unknown Pleasures
Genere:
Post punk/Dark/Gothic rock
Data di uscita:
15 giugno 1979
Etichetta:
Factory Records

Recensione Album:

Chiamati in origine "Warsaw", in ricordo della canzone di David Bowie Warszawa, i Joy Division si sono formati a Salford, contea di Greater Manchester (Inghilterra), nel 1977. La band era composta da Bernard Sumner (chitarra), Stephen Morris (batteria), entrato definitivamente a far parte del gruppo solo in un secondo momento, Peter Hook (basso) e dal cantante e poeta Ian Curtis (voce). Il loro esordio avvenne con l'EP An Ideal For Living, ma l'occasione che li aiutò a farsi conoscere al grande pubblico, fu il concerto del 1979 al Marquee, come band di supporto ai Cure di Robert Smith. Nella loro breve carriera, determinata purtroppo dalla terribile e prematura morte per suicidio del carismatico leader, avvenuta il 18 maggio 1980, i Joy Division ebbero comunque la possibilità di collezionare successi grazie agli album Unknown Pleasures (1979), registrato presso gli Strawberry Studios e seguito da un tour nordeuropeo, e Closer (1980), registrato presso i Raw Studios. Oggi, i tre membri rimasti dei vecchi Joy Division, sono conosciuti come i New Order.

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Seraphim Shock: Black Heart Revival Recensione

By Selene
Selene
Visite: 2160

Artista: Seraphim Shock
Titolo:
Black Heart Revival
Genere:
Gothic rock
Data di uscita:
maggio 2010
Etichetta:
Sacrilege Records

Recensione Album:

I Seraphim Shock sono una gothic rock band statunitense originaria di Denver (Colorado), la cui anima del gruppo è rappresentata dal carismatico cantante Charles Edward, conosciuto oltre che per il suo timbro vocale, anche per l'ottima presenza scenica. I Seraphim Shock e in particolare il loro leader, s'ispirano a band come Sister of Mercy, Social Distorsion, Ozzy e Front Line Assembly, come da intervista rilasciata sulla webzine di musica indipendente Rockambula, riuscendo ad affascinare persone di qualsiasi classe sociale, attraverso l'impiego di un sound accattivante che sa come toccare le corde del cuore pulsante degli ascoltatori. Nonostante siano molto famosi in America, sono invece meno conosciuti in Europa, ma si spera che questa situazione possa essere risolta presto, in quanto la presenza di nuovi fan entusiasti anche fuori dai loro confini nazionali, non potrà che accrescere ulteriormente il prestigio dei Seraphim Shock. Tra gli album ufficiali del gruppo troviamo Red Silk Vow (novembre 1997), Nightmares for the Banished (maggio 1999), Halloween Sex N' Vegas (gennaio 2004) seguito da recensioni positive oltre le più rosee aspettative e meritato successo live in giro per gli States, e l'ultimo imperdibile lavoro dal titolo Black Heart Revival (maggio 2010).

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Neon: Rituals Recensione

By Selene
Selene
Visite: 3236

Artista: Neon
Titolo:
Rituals
Genere:
Electro wave/Dark wave/New wave
Anno di uscita:
1985
Etichetta:
Kindergarten Records

Recensione Album:

I Neon sono stati un duo di musicisti dark wave fiorentini classe 1978, che rispondevano al nome di Marcello Michelotti (voce e sintetizzatore) e Stefano Gasparinetti Fuochi (sintetizzatore). Il loro primo lavoro di sperimentazione prettamente elettronica, è datato 1980 e s'intitola Information of Death. In seguito, i Neon cambiano decisamente registro dedicandosi al genere new wave, caratterizzato da toni cupi e ossessivi, sfornando gli Ep Tapes of Darkness (1981), Obsession (1982), My Blues is You (1983), Dark Age (1984) e infine il primo LP intitolato Rituals (1985), una raccolta dei loro migliori brani, dando anche l'avvio al costituirsi di una nuova line up, con la defezione di Fuochi e l'aggiunta di Ranieri Cerelli (chitarra), Roberto Federighi (batteria) e Piero Balleggi (tastiere).

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Siouxsie and the Banshees: Juju Recensione

By Selene
Selene
Visite: 2749

Artista: Siouxsie and the Banshees
Titolo: Juju
Genere:
Dark punk
Data di uscita:
giugno 1981
Etichetta:
Polydor Records

Recensione Album:

Gli inglesi Siouxsie and the Banshees sono stati un famoso gruppo musicale punk e darkwave degli anni '80, guidato dalla carismatica icona oscura e stregonesca che risponde al nome di Susan Janet Dallion in arte "Siouxsie Sioux", inconfondibile gothic-woman nota per l'abbigliamento in pelle, la stramba capigliatura nera, il trucco pesante e la voce ipnotica e sensuale. Il primo concerto della band risale al 20 settembre 1976, presso il "100 Club" di Londra, mentre per il primo contratto discografico firmato con la Polydor, bisogna attendere il 1977. Tra i loro album più rappresentativi, troviamo quello di debutto intitolato The Scream (1978), con l'originale reinterpretazione del brano dei Beatles Helter Skelter, Join Hands (1979), con la versione completa di The Lord's Prayer, brano dei Banshees proposto in una versione molto particolare, amalgamando testi di canzoni diverse come Twist and Shout e Knockin' on Heaven's Door, Kaleidoscope (1980), con i singoli Happy House e Christine, Juju (1981) e A Kiss in the Dreamhouse (1982).

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The Cure: Disintegration recensione

By Selene
Selene
Visite: 2786

Artista: The Cure
Titolo:
Disintegration
Genere:
Dark/Gothic rock/New wave/Post punk
Data di uscita:
maggio 1989
Etichetta:
Fiction Records

Recensione Album:

Sorti in Inghilterra nel lontano 1976, i The Cure sono una dark rock band capeggiata dal creativo, eccentrico e visionario Robert Smith, unico componente statico del gruppo dagli esordi ad oggi, e artefice di meravigliose e conturbanti invenzioni sonore. Oltre al rossetto sbavato rosso fuoco e alla cotonata capigliatura del leader dei The Cure, è impossibile dimenticarsi dei "mostri sacri" della loro immensa discografia come Seventeen Seconds (1980) con il singolo A Forest, Faith (1981) con il brano The Holy Hour dedicato alla memoria di Ian Curtis, Pornography (1982), The Head on the Door (1985) con i singoli Inbetween Days e Close to Me, Kiss me Kiss me Kiss me (1987) con Just Like Heaven, Disintegration (1989) con Lullaby, album di cui parleremo tra poco, Wish (1992) con High e Friday I'm in Love, e Bloodflowers (2000) con Maybe Someday, Out of This World e il singolo omonimo, anche se l'album più venduto rimane la raccolta di successi Standing on a Beach - The Singles 1978-1985 (1986).

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