The Crow - Il Corvo


The Crow

  • Titolo: The Crow
  • Regia: Rupert Sanders
  • Paese e anno di distribuzione: Stati Uniti, 2024
  • Durata: 111 minuti

Reboot del film del '94, il nuovo The Crow, Il Corvo titolo in italiano è diretto da Rupert Sanders, già regista del ramake di Ghost in the Shell e di Biancaneve e il Cacciatore con risultati abbastanza piatti, per non dire proprio scadenti, infatti anche in questo reboot il regista  non riesce a dare ne un'idea ne un'identità chiara, precisa al film ma neanche al protagonista Eric che risulta essere un Corvo troppo generico senza la giusta forza e caratura.

Paragonare il film di Sanders al meraviglioso film di Proyas, regista de Il Corvo del '94, sarebbe alquanto ingeneroso e purtroppo questa nuova trasposizione fallisce anche come film in se, senza per forza confrontarlo con il capostipite.

La regia di Sanders non ha personalità, il film si distacca delle atmosfere dark e gotiche del film originale ma non riesce ad infondere non solo nulla di nuovo ma neanche una qualsivoglia atmosfera.
Il nuovo Eric ha un look da trapper, scelta che può far storcere il naso ma se almeno fosse stata contestualizzata in ottica moderna potrebbe aver avuto anche il suo, forse seppur minimo, senso, però il film non ha neanche il coraggio di andare fino in fondo con questa scelta.
Quindi andrebbe anche bene distaccarsi dall'originale se però si avesse un'idea e si creasse qualcosa di nuovo, cosa che non accade. Questo perché la messa in scena non ha espressività, non risulta ne dark, ne barocca ma neanche pop, è standard e piatta, così come la scrittura del film.
Futili sono infatti i tentativi di inserire musiche dark e gotiche, per rifarsi al film originale, come Disorder dei Joy Division che risultano alquanto fuori luogo dato che Eric non ha il look adatto e anche l'ambientazione non è oscura ma purtroppo è semplicemente generica e senza espressività.

I personaggi sono troppo poco caratterizzati, anche quelli principali non hanno approfondimento.
Eric da piccolo vede morire il cavallo a cui era molto affezionato, si ferisce alle mani per cercare di aiutarlo e il suo passato di fatto si conclude qui. Troppo poco, non basta di certo questa perdita a giustificare una vita all'insegna delle depressione, i motivi per cui Eric diventa un uomo così solitario, sfiduciato e disilluso dovevano essere più esplorati, dunque al personaggio mancano le fondamenta.
Al centro di riabilitazione incontrerà Shelly, i due si innamorano e successivamente avverrà il traumatico incidente che farà partire la storia di dolore e giustizia di Eric nei panni del Corvo, che per salvare l'anima della sua amata, destinata agli inferi, dovrà uccidere che a li ha tolto la vita.

I difetti di scrittura sono notevoli, la storia d'amore della coppia è troppo repentina e veloce, anche di Shelly si conosce molto poco e la sua caratterizzazione è approssimativa. Inoltre, la sequenza della fuga dal centro riabilitativo è gestita male, la fuga è troppo semplice, non ci sono ne guardie ne controllori nella struttura e ciò rende tutto un po' troppo artificioso.
Ancor peggiore, probabilmente, è la gestione della cattura e morte della coppia, Eric e Shelly sanno di essere braccati e inseguiti, hanno anche visto in volto chi li avversa, la ragazza invita Eric e nascondersi insieme a casa di quest'ultimo, scelta pessima dato che è uno dei primi luoghi dove i villain andrebbero a guardare, infatti una volta a casa saranno catturati. Oltre che per come scritta la sequenza è anche gestita male registicamente perché senza pathos e tensione.
Anche i villain del film risultano poco accattivanti e sono anzi alquanto inespressi.
Marian, l'assistente del main villain, Vincent, è praticamente la stessa espressione per tutto il film, sembra preoccupata dagli eventi ma non compie nessuna azione, non ha un dialogo, un momento memorabile risultando dunque un personaggio alquanto inutile.
Il personaggio di Vincent non ha un esito migliore, il film gioca anche sul mistero dei suoi poteri, su un presunto patto con Satana, ma di ciò non viene rivelato nulla, non si comprende bene cosa comporta tale patto, la portata dei suoi poteri, i suoi obiettivi e scopi.
Risulta essere un personaggio monodimensionale, la sua costruzione verso lo scontro finale con Eric rimane deludente, non c'è il giusto climax, non c'è psicologia tra i due personaggi e l'esito della battaglia è anche qui frettolosa, senza la giusta catarsi.

Una grande mancanza per il film, per come questo vuole essere strutturato, è l'assenza della costruzione dell'elemento fantasy.
Eric quando muore finisce in una sorta di limbo, anche qui a livello d'impatto, di creazione dello scenario non c'è qualità visiva, il comparto tecnico, la fotografia è sempre molto standard e generica.
Se nel film vengono inseriti nuovi piani dimensionali, patti con Satana e altri elementi fantasy, il livello visivo, la creatività dovrebbe essere un elemento importante, almeno per l'impatto scenico, invece tutto ciò manca totalmente.
Di fatto anche lo stesso corvo, l'animale, sembra inserito perché deve esserci, data la matrice del film, ma non ha un suo fascino, una sua mitologia.

Se come scritto la costruzione dell'inquadratura, dell'immagine non ha creatività, alcune scene risultano involontariamente goffe come i ralenti ripetuti di Kronos, gestore del presunto Limbo(?) non si comprende di preciso il suo ruolo nel film, mentre spinge Eric tra le acque.
L'unica sequenza che da dei sussulti è il massacro di Eric al teatro durante l'opera, c'è violenza, c'è splatter e anche le scene d'azioni risultano chiare.
Certo, Eric è immortale quindi di pathos ce ne è poco, è una sequenza più ludica che alto ma probabilmente è l'unica che almeno un po' riesce ad incidere del film.

Per il resto è un film che racconta davvero poco, non c'è una vera anima, gli scenari sono blandi come l'incidere della storia, non c'è nulla di evocativo, mancano proprio idee sul cosa voler fare e narrare.
Gli interni che potevano risultare barocchi per creare un po' uno stacco con la strada, la criminalità, la vita di Eric, non hanno proprio la giusta estetica, non c'è impatto, anche quando il film prova ad inquadrare i vicoli della città il risultato è scadente, manca la qualità, manca la forza di dare espressività alla città, agli scenari, non si vive e non si riesce a percepire nulla dalle ambientazioni.

Il tutto risulta senza anima, costruito per una mera operazione commerciale risultando dunque blando nel suo incedere, vuoto a livello di idee e personaggi e per nulla affascinante sotto l'aspetto visivo.

  • VOTO: 3,5
REVIEWER