The Cure: Disintegration recensione

Artista: The Cure
Titolo:
Disintegration
Genere:
Dark/Gothic rock/New wave/Post punk
Data di uscita:
maggio 1989
Etichetta:
Fiction Records

Recensione Album:

Sorti in Inghilterra nel lontano 1976, i The Cure sono una dark rock band capeggiata dal creativo, eccentrico e visionario Robert Smith, unico componente statico del gruppo dagli esordi ad oggi, e artefice di meravigliose e conturbanti invenzioni sonore. Oltre al rossetto sbavato rosso fuoco e alla cotonata capigliatura del leader dei The Cure, è impossibile dimenticarsi dei "mostri sacri" della loro immensa discografia come Seventeen Seconds (1980) con il singolo A Forest, Faith (1981) con il brano The Holy Hour dedicato alla memoria di Ian Curtis, Pornography (1982), The Head on the Door (1985) con i singoli Inbetween Days e Close to Me, Kiss me Kiss me Kiss me (1987) con Just Like Heaven, Disintegration (1989) con Lullaby, album di cui parleremo tra poco, Wish (1992) con High e Friday I'm in Love, e Bloodflowers (2000) con Maybe Someday, Out of This World e il singolo omonimo, anche se l'album più venduto rimane la raccolta di successi Standing on a Beach - The Singles 1978-1985 (1986).

Disintegration presenta 12 tracce, ognuna più interessante e coinvolgente dell'altra, accompagnate da una copertina che ha la chiara intenzione, di ritornare alle atmosfere cupe delle prime produzioni della band, con l'esangue volto del cantante circondato da fiori di colore prettamente scuro, nel nome del genere darkwave più malinconico, romantico e sognante. Si parte con Plainsong, che in attesa della voce nostalgica e toccante di Robert, si abbandona ad un'onirica ouverture e al dominio ritmico-compositivo di tastiere, batteria e chitarre in perfetta armonia, per proseguire con Pictures of You, tenera ballata sull'onda dei ricordi di un amore perduto, Closedown, ossessiva richiesta d'amore e di poter provare emozioni nuove, Lovesong e Last Dance, entrambe canzoni struggenti dedicate all'amore e arrivare così a Lullaby, splendida favola gotica che riprende la surreale vicenda del romanzo di Kafka "La metamorfosi".

Continuando l'analisi, troviamo ancora Fascination Street, più incisiva e movimentata con l'azzeccata introduzione di un basso ben suonato, Prayers for Rain e The Same Deep Water as You, veri e propri inni strazianti, che si contorcono nel dolore, nel tormento infinito del rimpianto, che solo una storia d'amore conclusa male può arrecare, la bellissima e prorompente Disintegration, title track dell'album ed esempio poetico sublime dell'angoscia di un cuore spezzato, e di un'anima appunto "disintegrata" che non potrà più ricomporsi, lama affilata nella piaga lacerante della disperazione, per concludere con Homesick e Untitled, forse possibili speranze di riscatto dopo aver toccato il fondo, per riemergere con consolante consapevolezza.

Disintegration è un capolavoro senza tempo...

 

Tracklist:

01 Plainsong
02 Pictures of You
03 Closedown
04 Lovesong
05 Last Dance
06 Lullaby
07 Fascination Street
08 Prayers for Rain
09 The Same Deep Water as You
10 Disintegration
11 Homesick
12 Untitled

Formazione Album:

Robert Smith - Voce, Chitarra e Tastiere
Simon Gallup - Basso e Tastiere
Boris Williams - Batteria
Porl Thompson - Chitarra
Roger O'Donnell - Tastiere
Laurence Tolhurst - Altri strumenti

Voto:

9/10