The Sisters of Mercy: Floodland Recensione

Artista: The Sisters of Mercy
Titolo:
Floodland
Genere:
Gothic rock
Data di uscita:
novembre 1987
Etichetta:
WEA Records

Recensione Album:

I Sisters of Mercy sono un gruppo gothic rock sorto nel 1980 a Leeds (Inghilterra), dedito a sonorità cupe e simboli esoterici. In realtà, l'originalità di questa band sta proprio nella forte e sofisticata combinazione, tra chitarre distorte in stile hard-rock e strumenti elettronici, capaci di esprimere travolgenti emozioni, accentuate ancora meglio dalla profonda voce del leader Andrew Eldritch, soprannominato "il messia del gotico". Il resto dei componenti è formato dai musicisti Gary Marx (chitarra) e Craig Adams (basso), mentre la loro consacrazione a band di culto nell'olimpo dark avviene nel 1983. I Sisters of Mercy trionfano grazie al singolo Temple of Love, danza tribale costruita sui selvaggi accordi di una chitarra hard-rock e su un ritmo che cattura dall'inizio alla fine, e con l'entrata in campo di un quarto artista, il chitarrista Wayne Hussey, la band pubblica il primo album intitolato First And Last And Always (1985) con i brani No Time to Cry, Marian e Black Planet.

In seguito, con la defezione di Hussey e Adams, i Sisters of Mercy proseguono la loro carriera con Floodland (1987) e i brani Lucretia My Reflection, This Corrosion, Dominion e 1959. L'album successivo è Vision Thing (1990) seguito da un tour in America con i Public Enemy, che però non va come dovrebbe, costringendo i Sisters of Mercy a non produrre più nuovo materiale ma soltanto bootleg. Nel 1996, la band si esibisce in diversi concerti supportando i Sex Pistols, mentre nel 1998 Eldritch prepara il nuovo disco dal titolo Go Figure, ma anche quest'opera non sortisce l'effetto sperato. Oggi, i Sisters of Mercy continuano a fare concerti, anche se tendono a proporre pezzi nuovi tralasciando le pietre miliari che li hanno resi tanto famosi. Infine, il meglio del loro repertorio è contenuto nell'antologia Some Girls Wander By Mistake del 1992.

Analizzando le 10 tracce di Floodland, i brani più accattivanti dell'album sono Dominion/Mother Russia, meraviglioso capolavoro di gothic rock dove prevale un martellante ritmo di batteria, associato a un suono di basso che va perfettamente a tempo con chitarre ipnotiche e voci, quella oserei dire "catacombale" di Andrew e quella angelicamente femminile di Patricia Morrison, in un mix assolutamente coinvolgente, Lucretia My Reflection, caratterizzata da una "strimpellata" di basso da paura, bellissima, 1959, cover degli Stooges ed emozionante ballata, dove a farla da padrone c'è soltanto l'ugola malinconica di Andrew arricchita dal dolcissimo suono di un pianoforte, This Corrosion, vera e propria apoteosi dell'elettronica, data dalla fusione dei sintetizzatori con il coro di Eldritch e della Morrison, Neverland, marcia funebre oscura e lentissima, e Colours che chiude degnamente uno degli album più interessanti e riusciti dei Sisters of Mercy.

Tracklist:

01 Dominion/Mother Russia
02 Flood I
03 Lucretia My Reflection
04 1959
05 This Corrosion
06 Flood II
07 Driven Like the Snow
08 Neverland
09 Torch
10 Colours

Formazione Album:

Andrew Eldritch - Voce, Tastiere e Chitarre
Doktor Avalanche - Percussioni
Patricia Morrison - Basso

Voto:

9/10