Patricia Morrison: La Gothmother, che suonava il basso

patricia morisson

  • Artista: Patricia Morrison
  • Generi: Blues, Punk, Post-Punk, Gothic Rock
  • Paese: Stati Uniti / Regno Unito
  • Anni di attività: 1976 – 2000s (attività discontinua)
  • Etichette: Slash, Merciful Release, Beggars Banquet, NEMS, ESP Disk
  • Formazioni: The Bags, Legal Weapon, The Gun Club, Fur Bible, The Sisterhood, The Sisters of Mercy, The Damned
  • Discografia: No Sorrow (EP, 1980) · Death Party (EP, 1983) · The Las Vegas Story (1984) · Gift (1986) · Floodland (1987) · Reflect on This (1994) · Grave Disorder (2001)

Capelli corvini cotonati fino a sfidare la gravità, sopracciglia arcuate come lame, labbra di un rosso quasi liturgico, abiti che sembrano rubati a un ritratto rinascimentale riportato in vita da una seduta spiritica. Quell'immagine ha un nome e un basso a tracolla: Patricia Morrison. Ed è proprio quel basso, spesso relegato sullo sfondo dal peso schiacciante della sua iconografia, il punto da cui vale la pena ripartire per raccontarla davvero. Perché prima di essere il volto più fotografato del Gothic Rock, Patricia Morrison è stata anche se con poche, ma significative eccezioni che la sua stessa storia si incarica di raccontare quella di una vera bassista, cresciuta di pane e musica, capace di dare struttura a suoni radicalmente diversi tra loro senza mai perdere la propria firma strumentale.

Ridurla a icona visiva sarebbe dunque un torto doppio: non solo alla sua musica, ma alla sua intera parabola artistica. All'anagrafe Patricia Anne Rainone nasce a Los Angeles il 14 gennaio 1962, e a soli quattordici anni è già dentro la scena Punk Californiana più ruvida e sperimentale, quella che di lì a poco avrebbe generato buona parte dell'immaginario che oggi chiamiamo Dark, imparando il mestiere sul palco prima ancora che davanti a un obiettivo. La sua carriera, letta per intero, è una mappa del passaggio dal Punk Americano più nervoso al Post-Punk British più cerimoniale: un tragitto che pochissimi musicisti hanno saputo attraversare con la stessa credibilità, restando sempre riconoscibili a se stessi pur cambiando pelle a ogni tappa anche se restando, appunto, prima di tutto una bassista.

Le origini: The Bags e Legal Weapon

Il debutto di Morrison avviene nel 1976 come membro fondatore dei Bags, una delle formazioni pioniere del Punk di Los Angeles, quello ancora legato ai club minuscoli, alle fanzine fotocopiate, a un'energia che non aveva ancora un nome commerciabile. È un apprendistato dentro il caos: la scena di Los Angeles di fine anni Settanta è violenta, improvvisata, priva di qualunque romanticismo posticcio che è l'esatto opposto dell'estetica levigata che Patricia Morrison avrebbe poi contribuito a costruire nel decennio successivo. Sciolti i Bags, nel 1980 passa ai Legal Weapon, incidendo l'EP No Sorrow: un capitolo breve ma che consolida la sua identità di bassista capace di dare struttura e peso a formazioni guidate da personalità vocali fortissime, qualità che tornerà utile più e più volte nel corso della sua carriera.

Il deserto e il blues nero dei Gun Club

Il 1982 è l'anno della svolta. Patricia Morrison entra nei Gun Club di Jeffrey Lee Pierce, al fianco del chitarrista Kid Congo Powers, in quella che resta forse la formazione più venerata del gruppo. I Gun Club non sono ancora Gothic in senso stretto: sono Punk-Blues, psichedelia del deserto, voodoo di periferia. Ma proprio in quella terra di confine che è dove il Rock and Roll si mescola a Robert Johnson e ai fantasmi della provincia americana e si forgia il suono che diverse band Gothic Rock avrebbero poi rielaborato. Il basso di Patricia Morrison, mai puramente ritmico, contribuisce a dare ai Gun Club quella pesantezza cupa e cadenzata che li rende, ancora oggi, un riferimento imprescindibile per chiunque ami il lato più oscuro della tradizione roots americana.

Sarà proprio un tour britannico dei Gun Club, nella primavera del 1983, a cambiarle per sempre la vita: in apertura per le date del gruppo compaiono i Sisters of Mercy di Andrew Eldritch, e tra i due nasce un'intesa artistica e umana che avrà conseguenze enormi, anche se non immediate.

Fur Bible: l'interregno londinese

Lasciati i Gun Club dopo il secondo tour, Patricia Morrison si trasferisce a Londra e fonda, insieme ad altri ex compagni di Jeffrey Lee Pierce, i Fur Bible: un progetto breve, quasi clandestino, che apre alcune date per i Siouxsie and the Banshees prima di sciogliersi nel marzo del 1986. È un episodio minore nella cronologia ufficiale, ma va letto come il ponte necessario: è durante quel tour che Eldritch, ricordandosi dell'intesa nata anni prima, la contatta per proporle di entrare nei Sisters of Mercy.

sisters of mercy floodland

The Sisterhood, Floodland e la nascita di un'icona

Qui la storia di Patricia Morrison smette di essere solo musicale e diventa mitologia. Nel 1986 partecipa a Gift, pubblicato sotto il nome The Sisterhood, un espediente con cui Eldritch, in piena guerra legale con gli ex compagni Gary Marx e Wayne Hussey, si assicura il diritto sul nome prima che potessero farlo loro. È un disco nato da una battaglia territoriale più che da un'urgenza creativa, ma segna l'inizio ufficiale del sodalizio tra Morrison ed Eldritch.

L'anno seguente arriva Floodland, il disco che consacra i Sisters of Mercy come una delle band cardine del Gothic Rock mondiale. Qui la vicenda si fa paradossale e, per certi versi, ancora più significativa: Patricia Morrison diventa il volto assoluto di quell'era del gruppo e la protagonista dei video promozionali, delle fotografie, delle copertine di stampa anche pur non avendo effettivamente suonato il basso nelle registrazioni, realizzate in studio quasi interamente da Eldritch stesso. È da questa dicotomia tra presenza scenica e assenza in cabina di regia che nasce uno dei brani più celebri del canone Gothic: "Lucretia My Reflection", scritta da Eldritch e ispirata a lei, con un titolo che rimanda a Lucrezia Borgia e alla sua leggenda di bellezza letale. Poche volte nella storia del genere un'immagine ha generato una canzone capace, a sua volta, di rigenerare quell'immagine all'infinito.

Il rapporto tra Morrison ed Eldritch, tuttavia, si consuma rapidamente: già entro la fine del 1989 la bassista lascia la band, in una separazione segnata anche da un contenzioso legale e da un accordo di riservatezza reciproca. Non parteciperà quindi alle registrazioni di Vision Thing (1990), dove il suo posto verrà preso da Tony James, ex Generation X. Resta, di quel triennio, l'eredità più duratura: aver dato un volto e anzi, il volto iconico al Gothic Rock nel suo momento di massima esposizione internazionale.

Secondo quanto dichiarato dalla stessa Patricia Morrison in diverse interviste, Eldritch sfruttò l'estetica Goth iconica della bassista per promuovere la band. Nonostante la sua figura dominasse nei videoclip e nel materiale promozionale, le venne riconosciuto un apporto musicale minimo nel disco e non le vennero pagati i compensi dovuti. La vicenda finì con la sua uscita dalla band e una successiva causa legale.

Il silenzio e la voce propria: Reflect on This

Dopo l'uscita dai Sisters of Mercy, Patricia Morrison attraversa alcuni anni più defilati, fino al 1994, quando pubblica il suo unico album a proprio nome, Reflect on This. È il capitolo più intimo e meno raccontato della sua discografia: per la prima volta non è la bassista di un progetto altrui, ma l'autrice principale di un lavoro che porta il suo nome sulla copertina. Un disco che, secondo quanto lei stessa ha raccontato in diverse interviste successive, non la soddisfece pienamente sul piano produttivo, ma che resta un documento prezioso per capire chi fosse Patricia Morrison lontano dai riflettori altrui: più fragile, meno costruita ad arte, alle prese con un songwriting personale invece che con l'interpretazione di visioni esterne.

the damned grave disorder

The Damned: l'approdo Gothic-Punk e Grave Disorder

Il 1996 segna l'ultimo grande capitolo della sua carriera in una band storica. Chiamata a sostituire Paul Gray, infortunato durante un concerto, entra nei The Damned che è una delle band fondatrici del Punk Britannico, ormai da tempo virata verso sonorità Gothic grazie al crooning spettrale di Dave Vanian. L'anno seguente, nel 1997, Patricia Morrison e Dave Vanian si sposano: un'unione che diventa, agli occhi della scena, la fusione simbolica tra due delle icone più riconoscibili dell'intero immaginario Goth occidentale.

Con i The Damned, Patricia Morrison partecipa attivamente alla vita live della band per diversi anni, ma il suo unico contributo in studio arriva nel 2001 con Grave Disorder, il primo album della formazione in quindici anni e il primo con il chitarrista Captain Sensible tornato in pianta stabile. È un disco che recupera l'ambizione songwriting delle stagioni migliori del gruppo, con episodi che flirtano apertamente con il Gothic più teatrale e l'iconico strumentale al pianoforte "Beauty of the Beast" ne è l'esempio più esplicito e il basso di Patricia Morrison, finalmente presente in modo tangibile su un disco ufficiale della band con cui viene più identificata dopo i Sisters of Mercy, si muove con un fraseggio scuro ma mai invadente, capace di lasciare spazio al baritono di Dave Vanian senza rinunciare a una propria voce strumentale. Poco dopo l'uscita del disco, la gravidanza la porta a lasciare temporaneamente il ruolo dal vivo, sostituita da Stu West.

L'eredità

Quello che rende la parabola di Patricia Morrison così singolare, nel panorama del Gothic e del Post-Punk, è proprio questo scarto continuo tra ciò che si vedeva e ciò che si suonava. Ha attraversato quasi ogni epicentro geografico e sonoro del genere tra la Los Angeles del Punk delle origini, il Blues Nero dei Gun Club, la Londra cerimoniale dei Sisters of Mercy, il Punk-Gothic ancora vivo dei The Damned che senza mai fermarsi abbastanza a lungo da essere ridotta a una sola etichetta, e restando, nella maggior parte di quei contesti, una musicista con un ruolo tangibile in cabina di incisione, non solo un'apparizione da copertina. Anche nell'unico episodio in cui il suo basso resta più leggenda che nastro su Floodland che è proprio la tensione tra quell'assenza in studio e la sua presenza ovunque altrove a rendere la sua storia più interessante di una semplice sequenza di dischi. In un genere che si nutre di continuità iconografiche più che di grandi cataloghi solisti, la sua influenza si misura tanto nell'immaginario che ha contribuito a fondare il trucco, la silhouette, il portamento da eroina gotica ottocentesca proiettata su un palco di fine Novecento e quanto, appunto, nel basso che quell'immaginario lo ha davvero suonato, disco dopo disco, band dopo band. Patricia Morrison non è solo un archetipo: è un archetipo che sapeva suonare.

Voto: 8,5/10

Solo un voto alla parabola nel suo insieme: un percorso che vale più della somma delle sue parti, capace di attraversare Punk, Blues, Post-Punk e Gothic Rock lasciando ovunque un segno riconoscibile, anche quando il contributo in studio era meno decisivo di quello iconografico. Era una donna che ha dimostrato di avere una bella voce, oltre le sue capacità di suonare il basso e di essere molto seducente, non era la più influente della scena, ma rimarrà per sempre un'icona del Gothic.

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