
La polvere è un'essenza magica: nasce dall'abbandono, dal niente, e ricopre ogni cosa di una patina a metà tra una tela diragno e una sabbia finissima.
La polvere è eterna: nata prima di noi, ci sopravvivrà ricoprendo i nostri corpi e le nostre tombe.
E se la polvere si facesse uomo, che cosa avrebbe da dare al resto dell'umanità?

La aspetto come ogni volta.
Sono queste le parole che aprono la danza erotico macabra, ossessiva e convulsa che rappresenta la storia di questo romanzo.
In una Roma dissoluta, costituita da spazzatura, locali a luci rossi, periferie fatiscenti e un centro cittadino scintillante quanto fasullo Giovanni Lucchese ci porta sulle orme di due personaggi, Lui e Lei, attanagliati entrambi da un demone interiore che nel corso della narrazione fagociterà la loro intera esistenza.

Che cos'è un'Ombra, se non lo spettro di qualcosa, o qualcuno, che prima c'era e ora non c'è più?
Besana ci trasporta in una saga famigliare a tinte folk horror che si lega alla storia del popolo italiano dall'inizio del novecento a noi ponendoci più domande che risposte, come è giusto che sia.
Cosa significa andare via, se nella Valle nulla se ne va veramente?

Moltissime culture credono che le persone lasciano una traccia nei luoghi dove siamo vissuti e negli oggetti che abbiamo usato in vita.
Questa credenza spiega il perché dei cimiteri, delle lastre di marmo gelido che richiamano il volto e il nome dei nostri cari come se fossero solo dall'altra parte di uno specchio, ma spiega anche perché spesso ci leghiamo a un oggetto o a un gesto che ci fa sentire vicino chi non potrà più sfiorarci o parlarci.
Ma cosa succederebbe se il feticcio della nostra anima non fosse un oggetto caro, un ricordo indelebile, ma solo una cosa, una semplice gonna comprata a poco prezzo per una serata speciale ma in fondo poi neppure così tanto?
E come si potrebbe sentire questo oggetto a contenere le parole e i ricordi di una persona la cui vita è stata portata via proprio la sera in cui l'ha indossato per la prima e ultima volta?

Ci si può suicidare solo una volta.
Farlo richiede, oltre alla voglia di cessare di esistere, anche un coraggio, una ferocia verso se stessi che non sono facili da trovare.
Infatti, molte persone per infondersi la forza e la determinazione necessarie hanno bisogno di un aiuto esterno: essere assistiti da un amico fraterno come nel seppuku giapponese, oppure portare nella morte persone che si amano (è il caso dei molti, troppi, omicidi suicidi che vedono spesso come vittime partner e figli); altri ancora, come Erlen, la protagonista di questa storia, è disposta a volare dal Canada fino alla remota Islanda per morire nell'oceano da dove proveniva sua madre.
Ma nonostante la rarefazione antropica dell'isola, il tentato annegamento della ragazza viene sventato dall'intervento di un misterioso uomo, Ottar, che si rivelerà fin da subito essere uno degli ultimi veri sciamani dell'isola, legato alla filosofia dei Guaritori, cioè uno sciamano votato ad aiutare e guarire le persone.
Grazie a questo incontro la ragazza viene in contatto con una spiritualità antica e magica, ma che le risuona familiare negli insegnamenti che la madre le ha tramandato quando era ancora una bambina.
Ma quando un altro sciamano, un Predatore, appare in scena, Erlen capirà che il suo passato e il suo futuro sono legati alle antiche leggende e credenze dei suoi antenati in un vortice di meraviglia e di orrore.

Pochi autori nel corso della storia sono riusciti a influenzare in modo così potente e al tempo stesso discreto il pensiero comune: in questo l'opera di Blackwood è particolarissima, perché se da una parte esiste una folta e appassionata folla di fan anche tra i contemporanei, ci sono altrettante persone che neppure sospetta l'importanza che le sue opere (e soprattutto questo racconto) hanno esercitato sulla fantasia e sul successo di una specifica tipologia di racconto del terrore, che potremmo felicemente definire orrore ambientale.
Qualcuno ha per caso parlato di ecoansia ultimamente?
Inoltriamoci allora nelle acque del Danubio, in una palude popolata di salici e vento e isolette che scompaiono e appaiono in poche notti a seconda delle maree.
Inoltriamoci in una gita in canoa con un amico inseparabile, alla ricerca di un contatto più vivido con la natura e ciò che ci circonda.
Inoltriamoci in queste siepi di salici.
Inoltriamoci nell'orrore ambientale di Blackwood.
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