Il Seme del Male

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  • Titolo: Il Seme del Male
  • Autore: Joanne Harris
  • Editore: Garzanti

Qualcosa in me ricorda e non vuole dimenticare…

Ecco l’incipit con cui l’autrice ci trasporta all’interno del suo romanzo. Storia fatta di fantasmi, di vampiri, di soprannaturale, d’irrazionale e di ricordi. Ma chi è a ricordare? E di cosa si nutre il seme del male?

Daniel Holmes é uno studioso di Cambridge dal carattere introverso e razionale. In un pomeriggio di primavera, salva una ragazza dall’annegarsi. La ragazza, Rosemary Virginia Ashley, ha un potere ammaliante e conquista ben presto non solo lui ma anche l’amico Robert. Con la stessa forza una giovane di nome Ginny, entra nella vita di Joe, ex fidanzato di Alice Farrell, pittrice che abita a Cambridge. Li separano decenni di storia eppure Daniel e Alice, in un parallelismo ben creato dall’autrice, compiono gli stessi passi, si muovono sotto le stesse forze, vivono le stesse emozioni fino a guidare il lettore in un vortice di eventi sempre più fitto e interconnesso e a scoprire la verità sull’eterea ragazza. Attraverso il racconto, l’autrice solleva almeno tre tematiche importanti:

  • La figura del donna vampiro e l’arte preraffaellita;
  • Il rapporto tra passato e presente;
  • Il ruolo dell’irrazionale nella vita di ogni giorno.

Il seme del male è, come la definisce la stessa autrice, una storia di amore o forse sarebbe più giusto dire, di desiderio. La vita di tre uomini Daniel, Robert e Joe è sconvolta dal fascino di una fragile ragazza dai capelli rossi. Con nomi diversi e in epoche diverse, la ragazza mantiene invariata la sua età e bellezza. L’iniziale aria dolce e sommessa riesce a vincere le resistenze delle persone attorno a lei e così Daniel la salva dal suo apparente suicidio, Robert se ne invaghisce fino a sposarla e Joe vuole allontanarla dal suo passato burrascoso di dipende da droghe, chiedendo ad Alice di ospitarla per qualche giorno a casa sua. Ma la loro presenza è solo un fine a uno scopo. Rosemary mente, finge, fa la bambina per spingerli a coprirla e a uccidere per lei. Man mano che la loro ossessione nei suoi confronti aumenta, lei è sempre più libera di agire a suo piacimento, consapevole di essere comunque perdonata. Come confessa lo stesso Daniel: “Rosemary ci rendeva tutti bambini” e mentre loro la proteggono, lei scappa via di notte per cacciare insieme ad altri prescelti come lei assoggettati però, anche loro, alla sua volontà. La prima a intravedere il suo lato oscuro è Alice che inizia a seguirla di nascosto e a investigare su di lei. La sua ricerca la porta a ritrovare La Beata Donzella, manoscritto scritto molti anni prima da Daniel Holmes. Anche lui, infatti, nonostante sia attratto da lei, fino a diventare un prescelto come gli altri, capisce il suo potere malefico ed è deciso a tutti i costi a ucciderla. Alice, quasi cinquant’anni dopo, si ripropone di fare lo stesso ed entrambi vengono aiutati dall’ispettore Turner, incaricato di indagare sulle morti cruenti che avvenivano a Cambridge. Rosemary muore; per mano di Daniel prima e di Alice poi. Ma i vampiri, i prescelti, sono figli del desiderio e finché ci sarà qualcuno a richiamarli e a ricordarli, come un seme maligno, torneranno ancora.

Sullo sfondo di Cambridge, che come la descrive l’autrice è “una città di illusioni, fantasmi e sogni”, si muovono dunque diversi personaggi. Tuttavia, il fulcro del romanzo, generatrice della tensione e dell’ambiguo che permane il testo è Rosemary. Come anche la scrittrice dichiara in un’intervista, la sua figura e soprattutto le sue fattezze trovano fondamento nell’arte preraffaellita. I suoi capelli rossi, la sua sensualità, l’aria fragile e sospesa ricordano, infatti, le modelle degli artisti e in particolare Elisabeth Siddal, moglie del più volte citato Dante Gabriel Rossetti. Rosemary ne eredita la sua apparente vulnerabilità ma, come loro, segretamente femme fatale, conscia del desiderio che può emanare. Quello che appare è quindi diverso da quello che lei è veramente e alla sua consapevolezza di sé stessa si aggiunge la sua smania per il potere. Come riporta Daniel: “quello che si deve avere è il potere. Il potere è tutto e dura per sempre. Eccolo: il credo di Rosemary Ashley.”

Rosemary è anche una prescelta e tanto quanto gli altri, non obbedisce a nessuna regola. Vive al di fuori di qualunque costrizione sociale. La figura di Rosemary diventa inquietante poiché lei, in linea con una tradizione di donne vampiro, riprende il controllo del suo corpo e delle sue azioni. Contrariamente a Ofelia, che Rosemary richiama nel suo annegarsi nel lago, ed essenziale per la stessa arte preraffaellita, non è vittima del potere di nessun uomo ma anzi, decide per se stessa seducendo e uccidendo per arrivare al suo obiettivo. Il suo stesso nome, inoltre, è un richiamo dell’opera di Shakespeare poiché deriva dal rosmarino, la stessa pianta che Ofelia offre ad Amleto a ricordo del suo amore. Il rosmarino è la pianta del ricordo e infatti Rosemary ricorderà e verrà ricordata da chi ha deciso di far suo.

Altro tema importante è il rapporto tra passato e presente. Le due linee temporali si sviluppano insieme in un gioco di richiami fino a sovrapporsi nel denunciare Rosemary come donna vampiro. Inoltre, l’importanza del passato che guida le azioni di Alice attraverso il manoscritto dimenticato di Daniel Holmes, si evince anche nel richiamo del mondo preraffaellita, substrato del lavoro della scrittrice. Nel rapporto tra ieri e oggi, l’autrice chiarisce la sua opinione tramite le parole di Daniel: “le pietre e i ciottoli di Cambridge […] un rifugio per me dai progressi sconcertanti del mondo moderno. Vivevo nel passato e lì ero felice.” 

Infine un tema centrale è l’importanza dell’irrazionale. Come chiarisce anche la recensione di L’espresso, l’autrice spinge il lettore a credere nell'irrazionale. Sia Daniel che Alice, nonostante il loro carattere logico e pratico, sono spinti ad avvicinarsi a Rosemary. Entrambi hanno bisogno di scoprire la verità e in diversi tratti sanno istintivamente, guidati dal loro subconscio, dove trovarla e come agire. Un esempio è Alice che scopre la tomba di Rosemary senza aver idea di come ci sia arrivata, mentre una voce estranea risuona nella mente di entrambi. Indagare la realtà con la sola ragione è fallimentare e l’irrazionale diventa tanto concreto quanto il reale: così Alice disegna in trance senza averne memoria e Daniel è corrotto e trasformato in vampiro in un sogno. I sogni, i fantasmi abitano il mondo letterario creato dall’autrice a rimarcare che: “dietro le scene c'era un mondo intero di vita impetuosa, visto una volta di sfuggita e mai dimenticato.”

  • Voto: 8/10