Dracula di Bram Stoker

  • Titolo: Dracula
  • Autore: Abraham (Bram) Stoker
  • Prima edizione in inglese: 1897
  • Prima edizione in italiano: 1922

Classico della letteratura gotica, caposaldo nel definire i tratti del vampiro più famoso della storia, Dracula di Bram Stoker è un romanzo imprescindibile, non solo per gli appassionati di questo genere.

Secondo la tradizione, l'idea per quest'opera nacque da un incubo che l'autore ebbe dopo una scorpacciata di gamberi. Non è dato sapere se questo aneddoto abbia un fondamento, sappiamo però che lo scrittore irlandese passò lunghi periodi studiando la storia e le tradizioni dei paesi dell'Europa orientale, e trasse spunto per il suo conte Dracula da un personaggio realmente esistito nella Valacchia del XV secolo. Si tratta del principe Vlad III Tepes, detto l'impalatore e figlio di Vlad II, detto Dracul (che in romeno significa Il Drago, o Il Diavolo). Il suffisso “ulea” significa “figlio di”, per cui Draculea-Dracula significava Figlio di Dracul, ovvero Figlio del Diavolo.

Dracula è il nome con cui il vampiro viene nominato in tutto il romanzo; solo una volta compare il riferimento a lui come Nosferatu, colui che non è mai morto. Perché questo, infatti, sono i vampiri: uomini e donne maledetti dall'aggressione di un altro vampiro. Quando il loro corpo muore non si decompone, purché si nutra periodicamente di sangue fresco. Le loro vittime ricevono a loro volta la maledizione come in un malefico contagio; così, dopo la morte corporale, rimangono incastrate in un corto circuito che impedisce alle loro anime di riunirsi alla luce, finché il loro cuore non viene trafitto da un paletto, la loro testa separata dal corpo e la bocca riempita di aglio.

Ma andiamo con ordine. Transilvania, maggio 1890...

Jonathan Harker, praticante presso uno studio legale londinese, è stato inviato in Transilvania per trattare con un nobile locale, un certo conte Dracula, la compravendita di un immobile in Inghilterra.

Il viaggio e la permanenza presso il castello del nobile acquirente dalle abitudini stravaganti, infondono in Harker seri sospetti sulla natura diabolica del conte. Sospetti confermati quando il giovane scopre che il suo ospite, che gli si palesa solo con il buio, di giorno dorme un sonno simile alla morte, chiuso in una bara. Questo, e la presenza di spiriti malvagi in un'ala del castello a lui proibita al calar delle tenebre, convincono Harker a mettersi in fuga per tornare in Inghilterra, verso la quale nel frattempo, si è avviato anche il conte. La posta in gioco è alta: Jonathan ancora non sa in che modo, ma è sicuro che se Dracula raggiungesse l'Inghilterra senza che nessuno abbia dato l'allarme, fatti molto brutti potrebbero accadere nella sua patria. Il suo inseguimento è però rallentato dalla malattia che lo obbliga a fermarsi in un ospizio in Ungheria. Qui viene curato per una febbre cerebrale che gli fa dubitare della veridicità delle cose terribili che ha visto e vissuto, e che ha registrato in un diario.

Parallelamente, la storia si svolge anche in Inghilterra dove due amiche, Mina Murray (fidanzata di Harker) e Lucy Westenra, passano l'estate nella località marittima di Whitby, a casa di Lucy. Un giorno, al porto arriva una nave spaventosa: tutto l'equipaggio è sparito nel nulla e solo il capitano è presente sull'imbarcazione, ma morto e legato al timone. Una storia terribile accompagna la nave, scritta nel diario di bordo. Parla di una misteriosa e ossessiva presenza notturna che spaventa i marinai rumeni e alla quale però il capitano non vuole credere. Qualcosa di vero tuttavia deve esserci, nelle superstizioni degli uomini di mare, perché uno a uno, tutti i membri dell'equipaggio spariscono o muoiono. E dopo lo sbarco, in paese iniziano a verificarsi strani fatti, comportamenti insoliti e morti sospette: Lucy ha episodi di sonnambulismo, e nella clinica psichiatrica del dottor Seward, un paziente inizia a vaneggiare circa un fantomatico “Signore”, di cui attende con ansia la venuta.

Ben presto Lucy cade malata, con sintomi collegabili ad abbondanti perdite di sangue. Inspiegabile la causa: a parte infatti due piccoli segni sul collo, non ha ferite sul corpo e non ha subito traumi particolari. Per questo, Seward chiede aiuto al proprio insegnante olandese, il dottor Van Helsing, che intuisce una natura soprannaturale nel male che opprime la ragazza. L'anziano medico mette in atto una serie di precauzioni e cure, non tutte comprensibili agli occhi del collega e allievo; ciononostante, Lucy muore.

Dopo le esequie però, alcuni bambini scompaiono misteriosamente, per ritornare dopo ore di assenza con segni di morsi sul collo; tutti riferiscono di aver giocato con una “bella signora”. Van Helsing capisce subito che si tratta di Lucy; deve quindi convincere Seward e gli amici (il fidanzato della ragazza, Arthur Holmwood, e l'americano Quincey Morris) ad aiutarlo a neutralizzare il mostro. Ma prima ancora, deve aprire i loro occhi sul fatto che la piccola e dolce Lucy è diventata un'avida e diabolica succhiasangue.

Inizia così la caccia ai vampiri. Dopo Lucy infatti, il gruppo mira a neutralizzare il conte stesso per impedirgli di creare nuovi adepti. A loro si sono uniti anche Harker e Mina, ora sposati. L'impresa è complessa: il nobile è scaltro, e forte di un'esperienza plurisecolare che gli permette di sfuggire al piano di cattura dell'infaticabile Van Helsing. A complicare ulteriormente la situazione interviene l'aggressione che Dracula è riuscito a sferrare alla giovane Mina, contaminandola e condannandola a diventare come lui, quando il suo corpo sarà morto.

Inseguire il conte nella sua fuga non sarà facile. Ma è essenziale, perché solo uccidendolo, la maledizione che grava su Mina potrà svanire. Solo l'idea della ragazza di sottoporsi a ipnosi rivela l'esistenza di un contatto telepatico tra lei e il vampiro. Così, il gruppo viene a sapere che questi si è appena imbarcato per tornare in Transilvania, nascosto in una cassa piena di terra. All'inizio, la possibilità di seguire gli spostamenti del vampiro aiuta i cacciatori, ma sarà sempre più difficile nel corso del viaggio. Dracula infatti pare essersi reso conto che questo contatto rischia di compromettere la riuscita della sua fuga strategica...

Il racconto si svolge come una successione di lettere, brani di diario, articoli di giornale. Non si tratta di un semplice romanzo epistolare, ma di una narrazione a staffetta, che vede coinvolti tutti i personaggi nel ruolo sia di narratori che di coprotagonisti. Questa tecnica era stata inaugurata nel 1868 da Wilkie Collins nel romanzo La pietra di luna, e consente di osservare la storia da punti di vista differenti e tra loro complementari. Mentre ogni personaggio ha una visione limitata della trama, il lettore può raccogliere attivamente le varie testimonianze e ricostruire la vicenda, diventando l'unico possessore di un punto di vista onnisciente. Oltretutto, in questo modo anche i personaggi si caratterizzano meglio, proprio a partire dalle loro riflessioni, sensazioni e priorità.

Interessante è in questo senso il ruolo di Mina, unica donna nel gruppo dei cacciatori. Considerata la più debole per la sua natura femminile e quindi lasciata fuori dai giochi per un certo tempo, Mina si vede suo malgrado proiettata al centro dell'azione a causa dell'aggressione subita per mano del conte. La sua iniziazione al sangue del vampiro consente al gruppo di tracciare gli spostamenti di Dracula, ma il contributo della ragazza non si limita a questo. Dotata di uno spiccato senso pratico e di una forte personalità, Mina darà suggerimenti fondamentali per la soluzione della vicenda, e manterrà sempre un coraggio che non solo gli uomini le riconosceranno, ma che essi stessi non saranno sempre in grado di avere.

Il ritmo della narrazione non è costante: nella parte centrale perde un po' di verve a causa dei dialoghi molto lunghi e della caratterizzazione un po' stereotipata di alcuni personaggi. Molto più interessanti sono da questo punto di vista, la prima e l'ultima parte. Qui peraltro, tra i protagonisti spicca l'ambiente. Scene grandiose di spazi incontaminati, dominati da lupi e animali selvatici e abitati da popoli superstiziosi, caratterizzano la Transilvania, quasi a evidenziarne la distanza anche culturale dalla più urbanizzata e razionale, ma anche perbenista, Inghilterra vittoriana. Il Male, rappresentato da Dracula, arriva da una terra primitiva e ancestrale che convive con i propri lati oscuri, anziché reprimerli. Forse per questo la scienza medica di Seward si trova del tutto impreparata non solo ad affrontarlo, ma persino ad ammetterne l'esistenza. Per farlo, occorre uscire dai propri schemi mentali e riconoscere che non tutto può essere spiegato dalla ragione.

Se usciamo dal livello della narrazione, tutto ciò può apparire come una critica al Positivismo ottocentesco, in una Fine di Secolo nella quale le spinte culturali di stampo simbolista stanno spingendo verso una ricerca interiore e una più forte spiritualità. E dove si inizia a fare i conti con quel lato oscuro della vita, che chiede con forza di essere preso in considerazione: così, possiamo notare che non moltissimi anni separano questo romanzo dai delitti attribuiti a Jack lo Squartatore. Inoltre, negli stessi anni in cui è stato scritto il romanzo, Freud, sta sviluppando la psicanalisi partendo dall'analisi dei sogni; pochi anni prima era stato pubblicato Il ramo d'oro di Frazer.

Analizzare un'opera letteraria del passato, significa in primo luogo calarsi nel suo contesto storico e culturale, perché solo così si possono conoscere le sue caratteristiche, valutare i suoi pregi e comprendere i suoi difetti. Un classico però, si radica nel proprio tempo per crescere e svilupparsi oltre i suoi confini. In questo senso, sono legittime tutte le interpretazioni di chi legge l'opera. Quando un libro riesce a ispirare grandi quantità di epigoni, imitazioni, sequel, rivisitazioni, l'opera diventa un classico. Questo senza dubbi, vale anche per Dracula di Stoker.

  • Voto: 9/10