Waldek - insieme agli amici Boguś, Adam e Jareczek - chiama il posto Fugazi in onore di una canzone dei Marillion e del significato stesso di questa parola, uno slang americano dei militari in Vietnam che di fatto vuol dire “siamo fottuti”. Perché è proprio così che i quattro si sentono nella Polonia da poco liberata ma senza una direzione precisa.
Inaspettatamente quella che era una spensierata idea di quattro amici al bar diverrà uno dei principali locali di musica della nazione, portando sul palco il meglio della New Wave, del Dark e del Punk polacco.......e non solo!!!
Man mano infatti che il successo cresce si passa dal piccolo circolo di via Siedmiogrodzka 11 al grande cinema W-Z di via Leszno 19, demolito poi nel 2010 e da allora rimasto come uno spazio vuoto nel tessuto della capitale polacca.
Nei tratti semplici dell’autore Marcin Podolec (si legge “podolez”) si può vedere tutte le bizzarre e a volte inquietanti situazioni che hanno accompagnato la costruzione, l’abbellimento dei muri con graffiti e disegni, l’entusiasmo di tutti gli amici e volontari, l’alcool a fiumi, la scelta del programma musicale, tutti i mattoni che uno sull’altro arrivano a rendere il locale un vero e proprio punto di riferimento per i giovani polacchi alternativi che da poco avevano recuperato la libertà di espressione oppressa dal regime comunista.
Le tavole sono dettate da colori tenui, soprattutto il celeste, con nette outline nere, come se tutta la storia fosse passata sotto il freddo filtro dell’inverno dell’Est prima di giungere sulla carta stampata, raccolta sotto la superficie di un fiume ghiacciato. I disegni non sono molto elaborati è vero, i volti sono quasi abbozzati e simili tra loro, ma rendono la storia piuttosto facile da seguire, pulita e più realistica proprio per la mancanza di volontà di abbellire ogni dettaglio come la memoria stessa spesso ci porta a fare, ingannando le nostre vite.
Oltre alla vicenda spesso divertente, ma che prenderà una piega drammatica a partire dalla metà (non vi svelo il perché, ma è una piaga che riguarda fortemente anche la nostra nazione che ne è una sorta di culla e che alla fine porterà all’affossamento del locale nonostante tutto l’impegno per salvarlo), il punto di forza di tutta l’operazione sta nella serie di fotografie d’epoca che ritraggono tutte le band e i musicisti che si sono esibiti al Fugazi, foto inviate da chi al Fugazi era entrato pagando il biglietto.
Praticamente vi si vede la crème de la crème dell’inteligencja della musica polacca ed europea alternativa degli anni 80 e 90.
Prendete nota di questi nomi: Kult, Armia, Acid Drinkers, Post Regiment, Closterkeller, 1984, Houk, Maanam, Dezerter.
Addirittura i Paradise Lost si esibirono su quel palco (nel libro troverete le prove)!
Proprio per la loro presenza - oltre a quella di band tipicamente oscure come 1984 e Closterkeller, tra le migliori in Polonia per quanto riguarda la Zimna Fala (leggasi Cold Wave) - questa recensione si trova di diritto su un sito che si occupa principalmente di Gotico in tutte le sue forme.
Podolec nel 1991, anno del primo concerto al Fugazi, era appena nato, ma grazie ai racconti di Waldek riporta in vita tutta la vicenda come fosse stato in prima fila. Questo fumetto è un reperto storico di come con o senza regimi, la musica in particolare e la libertà di espressione in generale possano essere osteggiate sino alla morte anche in tempi relativamente recenti. E non sempre per motivi politici, quanto soprattutto per questioni di denaro.
Questo fumetto però mostra che nonostante i problemi, la mancanza di soldi, le responsabilità come giovani genitori, la passione per la musica renda sempre felici un numero enorme di persone. E qualche volta faccia anche diventare ricchi, anche se per breve tempo come in questo caso.
Un reperto storico, un fumetto di facile lettura e dai passaggi divertenti e malinconici allo stesso tempo, una finestra su un’Europa così lontana quanto simile a quella sprofondata nei tempi oscuri che stiamo ancora una volta vivendo. Da leggere pure più di una volta!
- Voto: 9/10

