La casa futura del Dio vivente

  • Titolo: La casa futura del Dio vivente
  • Editore: Feltrinelli
  • Autore: Louise Erdrich

La casa futura del Dio vivente: un altro futuro distopico. Un altro romanzo di fantascienza. Un altro incubo creato dalla massa per l’individuo. E ancora una volta, leggendolo, si ha la sensazione che non sia tutto così inventato, tutto così impossibile.

Louise Erdrich, scrittrice americana con origini tedesche, francesi e indiane native americane Ojibwe (detti anche Chippewa), descrive in questo romanzo storie di vita di frontiera moderna e diritti sociali che si scontrano con un imprevisto aspetto della Natura: l’evoluzione umana ed animale in genere si arresta e inizia a tornare indietro e le donne partoriscono solo bambini dalle fattezze di uomini primitivi.

Nel giro di un mese compaiono piante e animali preistorici e il Governo decide di recludere e controllare tutte le future nascite, arrivando all’assassinio di tutti gli oppositori e all’uso della tortura per estorcere le informazioni. Senza contare che le vie cittadine vengono cambiate di nome e si prendono i nominativi dai versetti biblici. Le città diventano covi di delatori attraversate da nanodroni invisibili a forma di insetto che registrano ogni parola per scovare tutte le donne che al momento dell’arresto evolutivo erano in attesa di un bambino.

La protagonista Cedar, una giovanissima futura mamma, si trova in questo momento della sua vita con in mano una lettera della sua madre naturale che l’aveva abbandonata appena nata e che però dopo circa 20 anni decide di voler conoscere la figlia. Cedar stessa è incuriosita e scoprirà che la sua famiglia naturale non è poi così male (era comunque stata adottata da una benestante famiglia liberal in cui la madre vegetariana non ha mai amato il Vaticano), ma tutto questo sarà inutile visto che l’intera nazione la braccherà per quel che ha in grembo e sarà costretta a nascondersi poco dopo aver visitato la casa della prima madre, che è indiana e che vive con una figlia naturale psico-dark che ascolta Siouxie e gli Alien Sex Fiend e una nonna che racconta storie indiane con la morale e che la sa più lunga di quel che vuol dimostrare.

Gli indiani della riserva di cui fa parte la madre naturale si uniranno, dopo aver constatato che la società è nel caos, per proteggere le donne e tra fughe e vita quotidiana sempre più soffocante i mesi passeranno inframezzati dalle pagine del romanzo che il nuovo compagno della vera madre scrive per evitare il suicidio.

Quel che traspare da questo romanzo - che mostra molte analogie con il già recensito su questo sito Il racconto dell’ancella di Margaret Atwood (l’unica effettiva diversità sta nel fatto che hanno circa 30 anni di differenza dall’uscita, ma il mondo non è poi cambiato molto alla fine, no?) - è la dimostrazione terrificante di come basti poco a sopprimere l’individualismo, di come ogni scusa sia buona per condizionare la gente in maniera più o meno violenta per un bene teoricamente superiore.

Qui gli indiani d’America formano una dicotomia con la cultura yankee che un secolo fa gli rubò la terra la vita e la dignità. Rispetto al romanzo della Atwood, questo La casa futura del Dio vivente analizza più luoghi e situazioni e approfondisce maggiormente i caratteri dei principali 6 personaggi ponendoci così l’insidiosa domanda: in caso di calamità naturale e inaspettata, non ha forse ragione lo Stato a controllare totalmente i suoi cittadini? Con questo quesito si sfogliano le pagine sino all’ultima e forse in questo caso la risposta non si trova.   

  • Voto 7/10