
- Titolo originale: Beetlejuice
- Regia: Tim Burton
- Interpreti: Alec Baldwin, Geena Davis, Michael Keaton, Winona Ryder, Catherine O’Hara, Jeffrey Jones, Sylvia Sidney
- Durata: 93'
- Origine: Usa 1988
- Genere: Fantasy
Un musical dall’aldilà, macabro e comico. Poe e Corman che incontrano i fratelli Marx.
Beetlejuice, "Spiritello porcello" è un film del 1988, diretto da Tim Burton, con protagonisti Alec Baldwin, Geena Davis, Michael Keaton e una strepitosa e Goticissima Winona Ryder. Questa commedia, che è tra le mie pellicole preferite di Burton, è entrata di diritto tra quei film che negli anni '80 sono entrati nella storia del cinema, diventando dei veri e propri cult, grazie a sequenze divenute immediatamente leggendarie e personaggi indimenticabili.
Riguardando a distanza di anni il film, ci si rende conto di come il maestro Tim Burton abbia rievocato nella sua commedia noir, il formato televisivo della sit-com famigliare che andava tanto di moda in quel periodo. Fin dai primissimi minuti di pellicola vengono poste delle solide basi per la creazione di una storia che ti porta in un altro mondo con regole ferree, scritte nel "Manuale del novello deceduto".
Beetlejuice: “Dite il mio nome, ditelo due volte e alla terza io arriverò!”
Una particolarità narrativa molto interessante e funzionale è rappresentata dallo "Spiritello porcello", che nonostante dia il titolo al film, entra in scena non prima della fine del secondo atto per soli diciassette minuti, un bio-esorcista che travolge gli spettatori (tutt' oggi questo resta il ruolo che ha reso celebre Michael Keaton).
Beetlejuice è divenuto certamente uno dei personaggi più affascinanti del cinema hollywoodiano degli anni Ottanta, con il suo stile sboccato e il suo aspetto terrificante e nello stesso tempo comico e grottesco.
Splendida e ormai leggendaria resta la danza macabra che si trasforma in gioia sulle sulle note di Day-o (Banana Boat Song) di Harry Belafonte.
Da osservare anche come le villette a schiera nel plastico della casa stregata all’inizio del film, siano identiche a quelle che comporranno l’universo di Edward mani di forbice.
In conclusione un film da vedere e rivedere, che personalmente fa ormai parte del mio background culturale e che mi accompagnerà per tutta la vita, facendomi sperare che quando morirò trovi ad aspettarmi veramente il "Manuale del novello deceduto".