Dark City

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  • Titolo: Dark City
  • Regia: Alex Proyas
  • Paese e anno di uscita: USA, 1998
  • Durata: 110 minuti

«Prima c'era l'oscurità. Poi vennero gli Stranieri. Erano una razza antica quanto il Tempo. Erano padroni della più potente delle tecnologie, la capacità di alterare la realtà fisica con la sola forza di volontà. Loro chiamavano questa capacità “accordarsi”. Ma stavano morendo. La loro civiltà era vicina alla fine. Perciò abbandonarono il loro mondo, in cerca di una cura per la loro mortalità. Un viaggio infinito li condusse fino a un piccolo mondo azzurro, nel più remoto angolo della galassia, il nostro Mondo. Qui pensarono di aver trovato quello che avevano sempre cercato...» (cit. dal monologo introduttivo).

Un uomo si sveglia, una notte, nella vasca da bagno di un hotel. Non ricorda niente. Ha un rivolo di sangue sulla fronte. Non sa perché si trovi lì, non ricorda niente del suo passato e del suo presente. Non ricorda neppure il proprio nome. Non sa chi sia il misterioso dottore che lo chiama al telefono, da lì a poco. Dice di chiamarsi Schreber. Dice che qualcuno lo sta cercando, che uomini pericolosi sono sulle sue tracce. E deve fuggire. Subito. Ma dove? Da chi? Perché? L'uomo non sa dove si trova e non sa neppure chi sia, o meglio, chi sia stata, la giovane donna che giace morta, nuda, nella sua stanza, coperta di sangue e con segni spiraliformi incisi nella pelle. Solo può immaginare che quei segni siano stati inferti col coltello insanguinato che lui urta, passando, e che cade accanto al corpo. Mentre lui si allontana in fretta dalla stanza maledetta.

Nella hall dell'albergo, l'uomo viene fermato dal portiere di notte. Hanno chiamato per lui dall'Automat, per avvertire che ha lasciato lì il portafoglio. Meglio che lo vada a ritirare, le tre settimane sono appena passate e deve pagare per restare ancora. Tre settimane? Certo, gli conferma il portiere, mostrandogli la firma siglata al momento della check in. Così, l'uomo impara di chiamarsi J. Murdoch...

E questo in realtà, è solo l'inizio di un incubo. Perché l'uomo (Rufus Sewell) si troverà di lì a poco a essere braccato non solo dagli uomini misteriosi di cui parlava Schreber, ma anche dalla polizia, e dallo stesso dottore (Kiefer Sutherland). Infatti, non passa molto tempo prima che il cadavere della donna morta sia trovato e sul luogo del delitto accorra l'ispettore Bumstead (William Hurt) per indagare. Sulla lista, ha già cinque nomi di donne, di prostitute, uccise con le stesse modalità. Questa volta però, ha anche la traccia del possibile assassino e un nome: John Murdoch. Nella ricerca viene coinvolta anche Emma, la giovane moglie del sospettato, diva in un fumoso night club. E intanto il tempo passa. Ma il tempo è qualcosa di completamente astratto, in questa città perennemente avvolta nel buio...

Nel tentativo di ricostruire ciò che gli è successo, braccato contemporaneamente da più parti, Murdoch si reca all'Automat per riprendersi il portafogli; lì si accorge di riuscire a muovere gli oggetti col solo pensiero. E inizia la propria personale ricerca della verità. Così, segue il filo degli indizi dati da oggetti, cartoline, biglietti da visita e si imbatte in una serie di personaggi, grazie ai quali impara che chi lo cerca sono gli “Stranieri”. Si tratta di esseri alieni in grado di commutare la realtà esterna, grazie alla telecinesi. Quello stesso potere che lui ha scoperto di possedere, ma ancora non sa governare. Da una cartolina poi, scopre che la sua infanzia si è svolta in un luogo chiamato Shell Beach, che tutti conoscono, ma per ragioni ignote, nessuno ricorda come ci si arriva. I suoi genitori sono morti quando era piccolo, unico riferimento per il suo passato è un anziano zio, che gli mostra una serie di diapositive. Neanche lui però, ricorda come si arriva a Shell Beach.

Ma chi sono gli Stranieri? Sono alieni che, malgrado il loro grande potere, stanno morendo. E per non soccombere hanno bisogno di imparare il segreto dell'individualità. Per questo hanno preso di mira una città e ne hanno fatto il loro laboratorio sperimentale. Loro non hanno una memoria personale; possiedono solo una memoria collettiva. Hanno imparato a immagazzinare il patrimonio esperienziale delle persone decedute, per trasferirle nelle menti di altri umani. Ogni mezzanotte, puntuali, fanno cadere gli abitanti della città in un sonno profondo e grazie alla collaborazione del dottor Schreber, operano i “reset”: iniettano nei cervelli delle persone nuovi ricordi, trapiantati da altre persone, resettandone i cervelli, così come si fa con le unità informatiche di memoria. Con i ricordi indotti, le esperienze di vita si trasferiscono da un individuo a un altro, mentre la città stessa si trasforma, con edifici che sorgono e altri che spariscono. In particolare, gli Stranieri vogliono capire se i ricordi dei “donatori” possono influenzare i comportamenti dei riceventi, alterandone la natura; per questo hanno instillato in Emma i ricordi di un tradimento coniugale, e in Murdoch le esperienze di un serial killer.

Ogni tanto però, l'esperimento non va a buon fine, e qualcuno degli umani si sveglia durante il travaso di ricordi. È accaduto a Murdoch ed è accaduto al poliziotto Eddie Walenski, da tutti considerato pazzo, e che finirà suicida. Questi esperimenti difettosi vanno recuperati, per evitare che facciano fallire il piano. In particolare Murdoch, che a differenza di tutti gli altri, ha acquisito anche il potere della telecinesi. Per questo, sono ricercati dagli “Stranieri”.

Un film inquietante e complesso, ambientato in un'epoca indefinita, in una città senza nome – solo i toponimi fanno capire che si potrebbe trattare di un paese anglosassone – e perennemente immersa nel buio. Un film inquietante e complesso non solo per la tematica, ma anche perché la sceneggiatura procede per sequenze spezzettate, con frequenti cambi di ambienti e situazioni. Un po' come i ricordi dei personaggi, che non si accorgono come la surrealtà nella quale vivono non abbia niente di normale. In questa città la vita si interrompe ogni mezzanotte, il tempo necessario per trasferire la memoria e trasformare lo skyline, e riprendere poi, come nulla fosse, senza alcuna percezione dei cambiamenti nel frattempo intercorsi. E in questa ambientazione pare vivere una società del tutto priva di memoria, destinata a un eterno presente, o a ricordi artificiali.

Sopra tutti, domina nascosta una casta che muove le fila della vita della città, incurante delle conseguenze, del tutto indifferente se ciò che fanno sia giusto o sbagliato, se faccia o meno del male. Volta solo alla propria sopravvivenza. La ragione che la muove, le modalità delle sue azioni, emergono un po' alla volta, e il pubblico è accompagnato passo dopo passo, da un narratore non onnisciente, a scoprire la verità su di essa.

Solo alla fine, grazie al confronto finale tra Murdoch e lo Straniero che ne ha rubato la memoria, il protagonista capirà perché il piano degli alieni non potrà funzionare. Essi infatti, hanno puntato tutto sulla mente, credendo in questo modo di poter influenzare e governare il genere umano. Non hanno capito che non intorno alla mente, ma intorno cuore, ruota tutto. E sarà proprio dall'amore che Murdoch prova per la moglie Emma, che nel frattempo è stata “resettata”, che la vita riprenderà nella città, tornata all'alternarsi di giorno e notte, e tornata a chiamarsi Shell Beach.

  • Voto: 7/10