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  • Artista: Sinezamia
  • Titolo: Decadanza
  • Genere: Alternative/Rock

E' strano, ma ognuno di noi nella propria vita tocca un apice. Una volta raggiunto, non può che scendere. Nessuno però sa dove sia il proprio apice. La linea di confine può presentarsi all'improvviso, quando si crede di essere ancora la sicuro. Nessuno lo sa. Alcuni possono raggiungere quel culmine a dodici anni. Da quel momento in poi la loro vita scorrerà nel più monotono tran tran. Alcuni continuano a salire fino alla morte. C'è chi muore nel suo massimo splendore. Molti poeti e musicisti hanno vissuto in modo febbrile e sono morti a trent'anni per aver bruciato traguardi troppo in fretta. Picasso a ottant'anni passati realizzava ancora quadri pieni di vigore, ed è morto serenamente senza sperimentare il declino. E' impossibile conoscere il proprio destino senza averlo percorso fino in fondo. (Haruki Murakami)

E' emblematico il titolo di questo album, che ancora prima di essere ascoltato, ti proietta verso qualcosa di ancestrale: La Decadenza.

La decadenza del corpo, dell'animo, dei costumi, quella sociale e quella personale, prima o poi ognuno di noi in qualche modo dovrà inevitabilmente sperimentarla, da spettatore o da protagonista, è impossibile sfuggirle.

In questo gioco di parole la "Decadanza" mi fa quasi pensare ad una vera e propria danza che esorcizzi noi poveri mortali difronte a questo temuto passaggio quasi obbligatorio nelle nostre piccole e fragili esistenze.

I Sinezamia sono un collettivo artistico Mantovano, che il 13 luglio 2013 ha partecipato al MASTER OF ROCK 2013, come unica band a cantare in italiano a fianco di nomi storici della scena metal come: The Exploited, The 69 Eyes, Dragonforce, ecc che ha all'attivo moltissimi concerti dal vivo, con questi dieci pezzi che compongono un live album, senza troppi fronzoli e arricchimenti sonori da studio, ci regalano un lavoro pulito, fatto di malinconia, riff potenti e d'impatto ed una parte ritmica eccellente.

l'inedito "Pioggia Fredda" è pura poesia ed è il pezzo che mi ha personalmente colpito di più per intensità e genere.

Stilisticamente è impossibile non riconoscere la corrente darkwave italiana degli anni '80, le influenze dei primissimi Litfiba e dei Diaframma.

Ogni brano è ricercato ed orecchiabile, ma nonostante questo l'album non resta subito in mente, consiglio a tutti di ascoltarlo almeno due volte, prima di dare un giudizio, purtroppo un ascolto è troppo poco e non rende pienamente la profondità espressiva e la creatività che questi bravissimi musicisti hanno messo in quest'ottimo lavoro.

Un bellissimo album, autoprodotto, che in qust'Italia sempre più povera di spirito, ci fa soffermare a pensare alla profondità dell'animo umano, anche se ormai molti di noi non ci sono più abituati. 

Per i nostalgici questo album rappresenta un salto nel passato, che però guarda al futuro in modo disilluso, tragico e tratti speranzoso, mentre ascoltavo l'album ho pensato più volte che sarebbe stato bello averlo potuto sentire con un vecchio "walkman".

 

Tracklist:

  • 1. Pioggia Fredda (inedito live)
  • 2. La fuga
  • 3. Venezia
  • 4. Senza fiato
  • 5. Dilanio dell'anima
  • 6. Occhio elettrico
  • 7. Ombra
  • 8. Frammenti
  • 9. Nebbia di guerra
  • 10. Warsaw

Voto:

  • 7/10

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