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  • Titolo: Adrian Borland - Meaning of a Distant Victory
  • Editore: Geophonìe Associazione Culturale
  • Autore: Giuseppe Basile e Marcello Nitti

Il primo libro italiano e in italiano su Adrian Borland, leader dei The Sound, a 18 anni dal suicidio del musicista (il libro è uscito nel 2017, la morte il 26 aprile 1999) non poteva passare inosservato. Gli autori Giuseppe Basile e Marcello Nitti hanno concretizzato 10 anni di ricerche sul posto (ospiti a Londra del padre di Adrian, Robert, nella casa in cui il figlio ha mosso i primi passi musicali e registrato alcuni album tra cui la prima produzione indipendente della storia del Punk - Calling on youth, registrato nel ‘76). Un libro essenziale per i fan del lato oscuro della musica e giunto opportuno ora che il primo documentario su Adrian Borland - Walking in the opposite direction (Regia Marc Waltman) - dal 2016 sta attraversando i festival mondiali.

La vita di Adrian è stata segnata da molti brani composti partendo dal Punk per arrivare ad una New Wave matura sino a giungere ad una lunga carriera autorale solista e spaccati Dark di un certo livello. Proprio come la sua vita, iniziata con l’impeto iconoclasta giovanile ma dalla metà degli Ottanta consumata da disordini mentali acuiti dal mancato successo commerciale e dall’abuso di alcol. Nonostante le difficoltà, la sua produzione non si è mai fermata. Il libro in 239 pagine presenta i testi in inglese con traduzione a fronte di tutti i brani scritti da Adrian nei The Sound (con cui incise 6 dischi in studio tra cui il monumentale From the lions mouth) sino ad Harmony and destruction, album che stava registrando quando morì. La vicenda artistica e umana di questo musicista ancora poco conosciuto in Italia ma anche in patria (a fine ‘80 emigrò in Olanda per rilanciare la sua carriera) è qui riprodotta attraverso testimonianze del padre, di familiari, amici e colleghi, costellata di foto inedite. Non manca l’analisi di ogni disco a cui i testi fanno riferimento. Interessante soprattutto il parallelo con la vita di Adrian in quel momento per capire davvero la musica. Seguendo queste due linee temporali vengono raccontati i primi successi, la gestazione degli album tra scontri con le case discografiche e interni, la morte di Colvin Mayers, lo scioglimento improvviso dei The Sound e la volontà di andare avanti di Adrian proseguita con una carriera solista rallentata dalle medicine, ma sempre ispirata sino al tragico epilogo. Un musicista che viveva quel che cantava, una band al pari dei Joy Division come intensità, ma al contrario del quartetto di Manchester, ancora tutta da scoprire.

  • Voto 9/10

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